Da oggi, Hospira è ufficialmente entrata a far parte di Pfizer. In azienda lo hanno chiamato il Day One. Il gigante americano aveva acquisito Hospira lo scorso mese di febbraio con un esborso di circa 17 miliardi di dollari. Sono però stati necessari alcuni mesi per avere il via libera delle autorità anti trust delle due parti dell’Atlantico.

Hospira nasce nel 2004, quando fu scorporata da Abbott. Adesso è leader mondiale nei farmaci generici iniettabili ed è anche ben presente nel settore dei biosimilari. Nel 2014 ha registrato un fatturato di circa 4,4 miliardi di dollari.

Pfizer indica in una nota che entrambe le aree hanno un forte potenziale di crescita. Entro il 2020, il mercato mondiale dei generici iniettabili dovrebbe valere $70 miliardi mentre i biosimilari, che adesso hanno un mercato di circa $3 miliardi, dovrebbero arrivare a fatturarne circa 20. Di questi due segmenti l’azienda americana conta di prendersi una fetta significativa.

Secondo le stime, l’ingresso di Hospira dovrebbe incrementare l’utile per azione di Pfizer di 10-12 centesimi di dollari già nel primo anno dopo la chiusura dell’operazione. La big pharma americana si attende anche un risparmio di costi annuali pari a 800 milioni di dollari entro il 2018 il che significa che c’è da attendersi qualche taglio tra i circa 19mila dipendenti della società e anche qualche riorganizzazione produttiva  è prevedibile.

In Italia, Hospira è guidata dalla portoghese Ana Paula Carvalho, che è a capo di tutta la divisione dei Global Established Pharmaceutical in cui è entrata a far parte l’azienda appena acquisita.

L'ingresso di Hospira in Pfizer ne irrobustisce la divisione dei farmaci maturi (Global Established Pharmaceutical), con l'ingresso di prodotti a più elevato margine rispetto ai tradizionali farmaci generici. Prima lo sviluppo della divisione prodotto maturi di Pfizer dipendeva esclusivamete dalla genericazione dei propri farmaci brand. Adesso avrà le gambe per camminare e crescere, se serve anche da sola.