Finalmente Pfizer si è fatta sentire e oggi ha annunciato di aver raggiunto un accordo definitivo per acquisire la società americana Hospira attraverso un’operazione del valore complessivo di circa 17 miliardi dollari.

Hospira è leader nei farmaci generici iniettabili e nei biosimilari. Pfizer indica in una nota che entrambe le aree hanno un forte potenziale di crescita. Nel 2014, Hospira ha registrato un faturato di circa 4,4 miliardi di dollari.

In base all’accordo, la società americana pagherà 90 dollari per ogni azione Hospira, con un premio del 39% sulla chiusura del titolo fatta segnare ieri. L’operazione sarà finanziata per due terzi in contanti e per un terzo tramite nuovo debito.

L’accordo è stato approvato dal consiglio direttivo di entrambe le società e dovrebbe chiudersi nella seconda metà dell’anno. Secondo le stime, l’affare dovrebbe incrementare l’utile per azione di Pfizer di 10-12 centesimi di dollaro già nel primo anno dopo la chiusura dell’operazione. La big pharma americana si attende un risparmio di costi annuali pari a 800 milioni di dollari entro il 2018.

“Le attività di Hospira sono in linea con la nostra nuova struttura commerciale e potranno rafforzare il nostro portfolio di prodotti in aree in forte crescita”, spiega Ian Read, Presidente e Amministratore delegato di Pfizer.

"L'aggiunta di Hospira ha il potenziale per migliorare sostanzialmente la traiettoria di crescita del Global Established Pharmaceutical business portandola in una posizione di leadership nel vasto e crescente mercato iniettabile sterile fuori-brevetto e di far diventare la società tra i fornitori più autorevoli di biosimilari del mondo " ha detto John Young, presidente del gruppo, Pfizer Global Established Pharmaceutical business. "Siamo entusiasti di unire le competenze di Hospira con quella di Pfizer per creare un business globale di primo piano che consentirà di ottenere un portafoglio ancora più ampia di grandi farmaci iniettabile sterile salvavita per i pazienti a livello mondiale."

"La combinazione di Pfizer e Hospira è buona misura strategica, presentando l’ opportunità di sfruttare i punti di forza complementari del nostro portafoglio e la nostra robusta e ricca pipeline," ha detto F. Michael Ball, CEO di Hospira.

Gli iniettabili sterili e i biosimilari sono categorie di farmaci ampie e con mercato crescente. Si stima che nel 2020 il mercato sterile generico iniettabile globale possa arrivare a 70 miliardi dollari. Il mercato globale per i biosimilari è stimato a circa 20 miliardi dollari nel 2020.

Il management di Hospira ha deciso di vendere la società nel momento più opportuno nella storia dell'azienda. Già prima dell’annuncio della cessione a Pfizer, il prezzo delle azioni aveva raggiunto un livello record, essendo cresciuto di quasi il 50 per cento nell'ultimo anno. Pfizer adesso sta pagando un ulteriore premio del 39 per cento che si aggiunge alla grossa rivalutazione dello scorso ann
Per ottenere Hospira, Pfizer pagherà poco più di 20 volte l’ammontare degli gli utili prima di interessi, imposte, ammortamenti (EBITDA), un multiplo più che generoso.

Hospira nasce nel 2004, quando fu scorporata dalla Abbott. Per alcuni anni, le vendite di farmaci iniettabili di Hospira sono cresciute rapidamente ma negli ultimi anni la crescita si è fermata quasi del tutto.

L’aggiunta di Hospira potrebbe anche servire a Pfizer per facilitare la strada verso la creazione di due società separate, una dedicata ai farmaci innovativi e l’altra ai i prodotti maturi, generici e biosimilari.

L'ingresso di Hospira in Pfizer ne irrobustisce la divisione dei farmaci maturi, con l'ingresso di prodotti a più elevato margine rispetto ai tradizionali farmaci generici. Prima lo sviluppo della divisione prodotto maturi di Pfizer dipendeva esclusivamete dalla genericazione dei propri farmaci brand. Adesso avrà le gambe per camminare e crescere, se serve anche da sola.

Da alcuni anni ci si domanda se Pfizer deciderà di dividersi in due parti. La stessa azienda ha più volte confermato che è una opzione in studio e lo scorso anno, nel corso di una conference call, Ian Read, che è a capo dell’azienda, aveva affermato che c'erano già, in effetti, due Pfizer.

Se Pfizer dovesse dividersi in due parti seguirebbe le orme già tracciate da Abbott che un paio di anni fa ha scorporato la parte di farmaci innovativi creando AbbVie. Fu una scelta felice. Oggi AbbVie in borsa vale più di Abbott.

Oggi in borsa l'azienda ha guadagnato quasi il 3%, segno che il mercato ha fiducia in Pfizer. Che rimanga unita o decida di dividersi.


Danilo Magliano