Pfizer ha fatto causa all'israeliana Teva per impedire l'ingresso sul mercato americano del generico di sildenafil (Viagra) almeno fino al 2019.
Pfizer ha brevettato il farmaco anti-impotenza originariamente nel 2002, mentre Teva ha ricevuto nel 2007 il beneplacito dell'Fda per vendere una versione generica di sildenafil per il trattamento della disfunzione erettile. Il colosso americano ha però due brevetti su sildenafil: uno in scadenza nel 2012 e l'altro nel 2019; il primo copre la composizione del farmaco, mentre il secondo il suo uso per il trattamento dell'impotenza.

L'azione legale contesta il fatto che Teva voglia iniziare a vendere il suo generico immediatamente dopo la scadenza del primo brevetto, il 27 marzo 2012. Ciò rappresenterebbe, secondo gli avvocati, una violazione del secondo brevetto di Pfizer e la danneggerebbe in modo sostanziale e irreparabile.
Nella causa si chiede di vietare a Teva le vendite del generico fino alla scadenza di questo secondo brevetto, nel 2019, oltre al rimborso delle spese legali sostenute da Pfizer.
Nessun commento, per ora, da parte della società israeliana, il più grande produttore al mondo di farmaci generici.
Solo un paio di settimane fa Teva l'ha spuntata su Pfizer nella gara per l'acquisto della tedesca Ratiopharm, altra azienda produttrice di farmaci copia, con un affare da 5 miliardi di dollari.