Pfizer e Servier acquistano i diritti di una nuova immunoterapia cellulare contro i tumori del sangue

L'americana Pfizer e la francese Servier hanno firmato un accordo per l'acquisizione dei diritti di una promettente immunoterapia contro i tumori del sangue che sfrutta la tecnologia delle CART cell, sviluppata da Cellectis.

L’americana Pfizer e la francese Servier hanno firmato un accordo per l’acquisizione dei diritti di una promettente immunoterapia contro i tumori del sangue che sfrutta la tecnologia delle CART cell, sviluppata da Cellectis.

Si tratta della terapia UCART19 attualmente in fase I di sviluppo clinico. Secondo l’accordo Servier acquisirà i diritti globali della tecnologia e Pfizer collaborerà con la società francese per lo sviluppo della terapia. Pfizer avrà i diritti di vendita del trattamento negli Stati Uniti e Servier sarà responsabile del marketing al di fuori degli USA.

In base all’accordo, Cellects riceverà da Servier una somma immediata pari a 38,2 milioni di dollari e sarà eleggibile a ricevere più di 300 milioni di dollari al raggiungimento di determinate milestone e royalty sulle vendite. I termini finanziari dell’accordo tra Servier e Pfizer non sono stati resi noti. La terapia UCART19 è stata valutata nella leucemia linfatica cronica nella leucemia linfoblastica acuta.

Tecnologia delle CAR T Cells
I linfociti T sono cellule del sangue aventi un ruolo chiave nello sviluppo delle risposte immunitarie. In particolare, sono responsabili dell’immunità adattativa cellulo-mediata. Ogni linfocita è infatti specifico per un determinato antigene (piccolo frammento di una proteina), il cui riconoscimento, per esempio su una cellula infettata da un virus o su una cellula tumorale, può mediarne l’eliminazione selettiva. Nel nostro organismo è presente un ampio repertorio di linfociti, che riconoscono antigeni diversi e che, grazie alla loro specificità di riconoscimento, ci difendono da numerose malattie. Questo riconoscimento dipende da un recettore antigene-specifico presente sulla superficie del linfocita: ogni linfocita esprime un solo tipo di recettore, diverso da quello di tutti gli altri. E’ in questo modo che alcuni linfociti sono in grado di riconoscere antigeni espressi dalle cellule tumorali, moltiplicarsi e attaccare il tumore. Purtroppo però, i linfociti tumore-specifici sono molto rari e non riescono a combattere efficacemente la malattia. Recentemente, studi clinici condotti negli USA hanno dimostrato l’efficacia di linfociti geneticamente modificati con dei recettori antigene-specifici chimerici derivati dagli anticorpi chiamati CAR (“chimeric antigen receptors”) in tumori del sangue a basso grado di malignità, come la leucemia linfatica cronica.