Sono abbastanza deludenti i risultati economici di Pfizer riportati nel corso del primo trimestre del 2014 e annunciati oggi. Il colosso americano ha visto le sue vendite scendere del 9%, assestandosi a $11,35 miliardi, ben $730 milioni sotto le aspettative degli analisti. Anche i profitti ne hanno sofferto e sono stati pari a $2,33 miliardi, ben al di sotto dei $2,75 miliardi riportati lo scorso anno nel medesimo periodo.

I risultati del trimestre sono stati aiutati da una riduzione dell’11 per cento nel costo del venduto, che è sceso a 2,05 miliardi dollari. Le spese amministrative sono diminuite del 6 per cento a 3,04 miliardi dollari, e la spesa per la ricerca e sviluppo sono diminuite del 5 per cento a 1,62 miliardi dollari.

L'utile netto per azione si attesta a 36 centesimi di dollaro, quello rettificato a 57 contro i 55 attesi dagli analisti di FactSet.

La causa di questo trend negativo? Sempre la solita, i generici erodono vendite e profitti dei farmaci a brevetto scaduto e non è facile rimpiazzarli con nuovi prodotti.

Per la prima volta, Pfizer ha reso noti i risultati finanziari separati per le tre unità in cui si è suddivisa: prodotti maturi, prodotti innovativi e vaccini e oncologia.
La divisione  Global Establish Products, composta dai  farmaci a brevetto scaduto come Lipitor e dai farmaci da più tempo sul mercato, anche se ancora protetti da brevetto,  ha ottenuto vendite per  $5,99 miliardi, in calo del 13% sullo scorso anno. Questa divisione ha scontato la perdita del brevetto di Viagra, e il conseguente calo delle vendite,  così come la perdita del brevetto i Usa per Detrol, un ulteriore calo delle vendite di Lipitor, la fine della co promotion per Spiriva. Un bel segno positivo arriva invece da Lyrica.

La divisione Global Innovative Products ha perso il 7% ( $3,076 miliardi). Il risultato dipende dalla fine della co promotion di Enbrel in Usa e Canada (il farmaco è di Amgen) anche se per 36 mesi l’azienda continuerà a ricevere royalties sulle vendite del prodotto che invece commercializza in esclusiva in Europa.

L’unica divisione in crescita è quella che comprende i vaccini (925 milioni , +9%) e oncologia (488 milioni, + 7%), troppo poco per controbilanciare le perdite delle altre due divisioni.

L’acquisizione di AstraZeneca, fortemente cercata da Pfizer ma ancora in forse, si spiega anche con questi risultati. Senza una iniezione di nuovi prodotti in grado di rinverdire i successi del passato, non sarà facile per il gigante americano tenere il passo dell’innovazione.

Comunicato stampa Pfizer
http://www.pfizer.com/news/press-release/press-release-detail/pfizer_reports_first_quarter_2014_results