Tutto sommato, si è chiuso un discreto primo trimestre per Pfizer. Nei primi tre mesi del 2009 l'azienda americana ha registrato profitti per  $2,73 miliardi, pari a 40 centesimi di dollaro per azione, in linea con quelli dello scorso anno che furono di  $2.78 miliardi (41 centesimi per azione).
Pfizer ha però ridotto le stime di utile per azione per l'intero 2009 dagli $1,34-1,49 per azione precedentemente anticipati a $1,20-1,35 per azione, per tener conto dei costi connessi con l'acquisizione di Wyeth.
Questi profitti sono stati possibili nonostante le vendite siano diminuite dell'8% , assestandosi a  $10,87 miliardi di dollari, circa 180 milioni al di sotto delle aspettative degli analisti.
Bisogna però rilevare che i risultati sono stati  fortemente influenzati dall'apprezzamento del dollaro senza il quale il calo delle vendite sarebbe stato solo del 3%.

Sono andate meglio le vendite a di fuori degli Usa (+ 3% a tassi di cambio omogenei omogenei, -ma la  rivalutazione del dollaro le ha deprezzate del 10%, risultato finale -7%) che rappresentano il 54% del totale, rispetto alle vendite nel mercato domestico (-10%).
In calo le vendite di prodotti per la medicina generale (-8%), gli oncologici (-17%) e i farmaci maturi (-12% ) e quelli per i paesi emergenti (-9%). Bene invece i farmaci specialistici (+7%), grazie alle buone performance di Xalatan, Zyvox, Vfend e Revatio.

In calo quasi tutti i farmaci e in particolare Lipitor ($2,721 miliardi, -13%), sempre più minacciato dalle statine generiche (anche se atorvastatina perderà la copertura a fine novembre 2011 le assicurazioni americane spesso privilegiano la simvastatina generica). Anche l'antifumo Champix, la cui sicurezza è stata messa in discussione, è in forte calo ($177 milioni, -36%).
In crescita, Lyrica ($684 milioni, +17%), Zyvox, Vfend, Sutent, Aromasin.
Dal punto di vista economico, si stanno quindi rivelando efficaci la politica di contenimento dei costi di vendita e di marketing (-18% rispetto a un anno fa) e la riorganizzazione messa in atto da Pfizer che ha già determinato la chiusura e la vendita di diversi stabilimenti e centri di ricerca.
Rispetto al 2008, a livello mondiale, il numero degli occupati, attualmente 80.250, è sceso di  6.350 unità, pari al 7% della forza lavoro totale.