Pfizer insiste con le neuroscienze, investirā $150 mln in aziende emergenti

Pfizer ha comunicato che investirā 600 milioni di dollari in biotecnologie e altre societā emergenti attraverso il suo braccio di investimento di venture capital, con un 25% circa del finanziamento dedicato alle neuroscienze.
Supporterā un'ampia gamma di ricerche in fase iniziale e di opportunitā di sviluppo di prodotti.

Pfizer non si dà per vinta e, dopo la chiusura di otto programmi di sviluppo nelle neuroscienze annunciato lo scorso gennaio, ha deciso di investire ancora in questo settore. Una notizia importante, soprattutto in un campo dove i fallimenti di molti candidati farmaci sono all’ordine del giorno. L’azienda ha annunciato che investirà 600 milioni di dollari in biotecnologie e altre società emergenti attraverso il suo braccio di investimento di venture capital, Pfizer Ventures, con un 25% circa del finanziamento dedicato proprio alle neuroscienze.

Pfizer Ventures punterà su aziende promettenti nel campo delle neuroscienze per supportare un'ampia gamma di ricerche in fase iniziale e di opportunità di sviluppo di prodotti.

«Cambiando il modo in cui investiamo nelle neuroscienze, intendiamo sostenere una comunità motivata di imprenditori biotech che stanno progredendo nella comprensione dei meccanismi molecolari delle malattie neurologiche, e allo stesso tempo contribuire nell’anticipare potenziali trattamenti per le persone con questo tipo di disturbi», ha commentato Denis Patrick, vicepresidente della ricerca e sviluppo globale di Pfizer.

L’investimento si concentrerà inizialmente sulla neuro-degenerazione, sulla neuro-infiammazione, sui disordini neuro-metabolici e su altre aree in cui i progressi scientifici potrebbero portare rapidamente a nuove scoperte.

La mossa arriva dopo che la compagnia ha dovuto interrompere otto programmi di sviluppo nelle neuroscienze all’inizio dell’anno.
Due erano in Fase II, mentre altri sei erano in Fase I. I due progetti di Fase II erano PF-06372865 per l'epilessia e PF-06649751 per la malattia di Parkinson. Quattro delle Fasi I riguardavano la malattia di Alzheimer e gli altri due candidati in Fase I erano in valutazione per un disturbo cognitivo e la schizofrenia.

Non solo neuroscienze
Secondo quanto comunicato dal colosso farmaceutico, il suo braccio di venture capital ha già investito in sei compagnie emergenti impegnate nelle neuroscienze, cioè Aquinnah, Autifony, Cortexyme, MindImmune, Mission Therapeutics e Neuronetics. Ha inoltre menzionato il proprio ruolo nella creazione del Dementia Discovery Fund nel Regno Unito, insieme ad altre importanti aziende farmaceutiche, tra cui GlaxoSmithKline ed Eli Lilly. Il progetto ha già raccolto oltre $ 190 mln dalla sua istituzione nel 2015.

Glenn Larsen, CEO di Aquinnah, ha dichiarato in un comunicato «L'investimento di Pfizer in Aquinnah sta aiutando a far avanzare due entusiasmanti programmi neurodegenerativi sugli Stress Granule (Granuli da Stress, aggregazioni dense nel citosol composte da proteine e RNA che appaiono quando la cellula è sotto stress, ndr) nella sclerosi laterale amiotrofica e nella malattia di Alzheimer. Essendo situata all'interno dell'edificio Pfizer, Aquinnah ha accesso a un gruppo leader di consulenti scientifici e strutture tecnologiche all'avanguardia».

Oltre che nelle neuroscienze, la società investirà anche in oncologia, infiammazione e immunologia, malattie rare, medicina interna e vaccini. Ha aggiunto che saranno prese in considerazione anche le aziende che sviluppano tecnologie che potrebbero potenzialmente trasformare la scoperta, lo sviluppo e la produzione di farmaci.