Secondo quanto riporta il quotidiano britannico The Sunday Times, che cita fonti industriali e di banche di investimento, nelle scorse settimane vi sarebbero stati contatti informali tra le società Pfizer e AstraZeneca, per ora conclusi con un nulla di fatto.

Sempre secondo il giornale, AstraZeneca avrebbe respinto l’offerta di Pfizer nonostante l’azienda avesse messo sul tavolo circa 100 miliardi di dollari. Le due società non hanno confermato le indiscrezioni.

AstraZeneca ha una valutazione di mercato di circa 80 miliardi di dollari, mentre Pfizer è valutata intorno a 193 miliardi.

Negli ultimi due anni, le azioni di AstraZeneca sono salite del 32% nonostante il fatturato sia sceso da $33,6 miliardi del 2011 a $25,7 del 2013. Altre perdite di fatturato sono prevedibili nel prossimo futuro tenuto conto della scadenze brevettuali che attendono l’azienda. Il futuro dell’azienda britannica è tutto insito nella pipeline aziendale visto che i prodotti attuali andranno incontro a una sicura erosione.

L’interesse industriale di Pfizer sarebbe principalmente motivato dalla pipeline oncologica di AstraZeneca che conta bel 24 candidati farmaci in fase I/II di sviluppo clinico. Molti di essi sono nell’area della immuno oncologia, l’area di ricerca attualmente di maggior interesse per questo settore.

Un motivo non secondario dell’interesse di Pfizer per AstraZeneca, posto che esso sia comprovato, risiederebbe nei circa $69 miliardi di utili che l'azienda americana ha accantonato nelle filiali estere dell’azienda e che una volta rientrati in patria subirebbero pesanti decurtazioni fiscali. In questo modo l’azienda non solo eviterebbe le pesanti tasse Usa ma potrebbe addirittura spostare nel regno Unito il proprio domicilio fiscale ("inversion transaction”) con innegabili vantaggi economici vista la ridotta tassazione applicata alle grandi corporation, pari a circa il 25% (In Italia è più che doppia).

Secondo l’analisi di un articolo pubblicato sulla rivista finanziaria Forbes, a soffrire in un eventuale merger tra le due aziende sarebbero soprattutto i centri di ricerca e sviluppo. Nel 2013 AstraZeneca ha investito in ricerca $4,82 miliardi, pari a circa il 19% delle sue vendite. Pfizer ha investito quasi il 50% di meno, in proporzione, pari a circa il 13,7% del suo fatturato. Dopo il merger è probabile che la percentuale di investimenti sia allineata verso quella attuale di Pfizer.  Per il bene degli scienziati che ci lavorano forse è meglio se questo merger è uno dei tanti rumors di mercato poi non confermati dai fatti.