Non basta spendere 7,5 miliardi di dollari l'anno per la ricerca farmacologia e clinica per avere la garanzia di sviluppare farmaci nuovi e di potenziale interesse clinico. Questo è infatti il budget annuo di Pfizer per la ricerca, i cui risultati però non sono di particolare rilievo.
L'azienda americana ha infatti appena comunicato la decisione di interrompere lo sviluppo di due candidati farmaci, già nella fase III dello sviluppo clinico. Si tratta di esreboxetine, un farmaco sviluppato per la fibromialgia e di  PD 332,334, un composto studiato per l'ansia generalizzata. Lo sviluppo di entrambi i farmaci è stato interrotto dopo aver verificato che la loro efficacia non si discostava da altri prodotti già disponibili in terapia. Rimpiazzare Lipitor, il cui brevetto scadrà a fine 2011, è quasi impossibile. Tanto è vero che l'azienda ha deciso di acquisire Wyeth pagandola 68 miliardi di dollari.
Rimane da capire come mai la R&D di Pfizer abbia una produttività non commisurata con lo sforzo profuso. Recentemente l'azienda ha deciso di interrompere lo sviluppo clinico di un farmaco oncologico studiato per il cancro al pancreas. Per altri farmaci lo sviluppo invece va avanti, come nel caso di tanezumab, studiato in numerosi modelli di dolore. Lo sviluppo clinico è come una corsa ad ostacoli. L'importante è che alla fine della corsa qualche farmaco sopravviva e consenta all'azienda di andare avanti.