Pfizer chiude il 2013 con un utile superiore alle attese, anche grazie alle vendite di nuovi farmaci per il trattamento di tumori, artrite e nevralgie. Pfizer chiude positivamente il 2013 e nonostante un calo del 6% delle vendite, riesce a mantenere alti i profitti, grazie a un’attenta politica di contenimento dei costi e allo spin off dell’animal business confluito in Zoetis.

I profitti per azione sono stati pari a 2,22 dollari per azione, in crescita del 6% sull’anno precedente. Le vendite si sono assestate a  $51,584 miliardi, in calo rispetto ai $54,657 miliardi del 2012.
Sui ricavi ha influito l’ulteriore calo delle vendite dell’anticolesterolo Lipitor, sceso del 41% anche se continua a realizzare $2,3 miliardi grazie a una valida politica di servizi per il paziente, sconti e vendite on-line. In Usa poi è finita la partnership con Amgen per il farmaco antiartrite Enbrel, di cui però l’azienda continua a mantenere i diritti per l’Europa.

Sul fronte dei dati positivi  per l’azienda, da segnalare le buone performance dell’anti cancro Xalkori, che pur lanciato da poco ha realizzato vendite per $282 milioni. Buona anche la partenza di Xeljanz, nuovo antiartrite per via orale, che nell’anno ha realizzato vendite per $114 milioni. Sembra però improbabile che il farmaco possa essere lanciato in Europa, perlomeno nel breve termine, visto che per ben due volte l’Ema ne ha respinto la domanda di registrazione.

Eccellente l’andamento di Lyrica, farmaco per l’epilessia e il dolore neuropatico, le cui vendite lo scorso anno sono aumentate del 10% raggiungendo $4.6 miliardi di fatturato. Adesso Lyrica è il promo farmaco per l’azienda in termini di fatturato.

La solidità dell’azienda è testimoniata dal valore di borsa, circa 190 miliardi di dollari. Le azioni valgono circa 30 dollari, cioè circa 13,6 volte gli utili previsti nel 2014, un multiplo superiore a quello medio del settore farmaceutico, pari a circa 9,68 volte gli utili. Per gli azionisti, l’azione Pfizer ha sempre reso bene, per il 2014 le previsioni sono per un dividendo che riconosca circa il 3,50% di interesse sul capitale investito.
 
Nel corso degli ultimi anni, l’azienda ha messo in atto un rigido programma di contenimento dei costi che purtroppo ha comportato anche un forte ridimensionamento occupazione. Nel programma di contenimento ei costi fa anche parte una riduzione e un riallocamento dei costi per la ricerca e sviluppo, il cuore del futuro di ogni azienda farmaceutica. Per la ricerca, nel 2013 l’azienda ha speso $2,8 miliardi meno del 2010. Nel 2014, il budget R&D dovrebbe assestarsi tra i of $6.4 e i $6.9 miliardi di dollari. L’azienda ha chiuso alcuni centri di ricerca sparsi nel mondo, e ha riorganizzato tutto il processo di ricerca per renderlo più veloce, focalizzato sulle aree terapeutiche in cui vuole continuare ad essere presente e molto più aperto al mondo esterno grazie ad accordo con centri di ricerca pubblici e privati e con le biotech.

Per la crescita futura, la società punta molto sull’anticancro palbociclib, studiato per il cancro della mammella. Palbociclib è un potenziale first-in-class inibitore di CDK 4/6, attualmente in Fase III per il trattamento di cancro al seno ER-positivo in donne in post-menopausa.

In Fase II, il farmaco ha dato risultati impressionanti: la sopravvivenza libera da progressione (PFS) per la combinazione palbiclicib e letrozolo era di 26,2 mesi rispetto a 7,5 mesi per letrozolo in monoterapia; abbastanza per impressionare la FDA che ha concesso la designazione di Breakthrough Therapy. Il filing del farmaco potrebbe anche essere depositato in anticipo, sulla base di dati di fase II. Gli analisti ne prevedono un successo tale da eguagliare il Lipitor. Il farmaco viene anche studiato in associazione a trametimnib, con una collaborazione con Gsk.

L’oncologia è sempre di più un’area di punta per l’azienda americana e nel corso del 2013 le vendite in questo settore sono aumentate del 29% rispetto all’anno precedente, grazie alle buone performance di Inlyta e Xalkori. In questo settore, nei giorni scorsi c’è stata la delusione dei risultati di fase III di dacomitinib che nel cancro al polmone non è riuscito a far meglio di erlotinib.

In cardiologia, l’azienda è in fase III con un anti PCSK9 (bococizumab), la nuova categoria di farmaci anticolesterolo in cui, per ora, sembrano emergere i farmaci di Amgen e Sanofi. Pfixzer punta moltro su bococizumab e sta attuando un programma di ricerca clinica nel corso del quale verranno arruolati oltre 22mila pazienti.

Nel diabete, l’azienda sta sviluppando un anti SGLT2, ertugliflozin, in partnership con Merck. E’ però un’area affollata quella in cui si andrà ad inerire.

Prosegue anche lo sviluppo dell’anti anti-nerve growth factor  tanezumab, che aveva dato risultai impressionati come analgesico nell’artrosi, ma il cui sviluppo era stato interrotto nel 2010 per gli effetti indesiderati., Adesso la ricerca è ripresa e l’azienda ha siglato una collaborazione con Eli Lilly per lo sviluppo del farmaco.

Il dolore è un’altra area importante per l’azienda americana che può già vantare farmaci di successo come Celebrex ($2,918 miliardi di vendite nel 2013, + 7%) e Lyrica. l’azienda sta sviluppando un farmaco  analgesico noto per ora con la sigla  ALO-02 che recentemente ha dato buoni dati in fase III. Si tratta di una combinazione idrossicodone e naloxone il cui principale vantaggio sarà la resistenza ai tentativi di abuso e uso improprio, purtroppo molto comuni Oltreoceano.

Risultati dell’ultimo trimestre
Il colosso farmaceutico americano ha chiuso il quarto trimestre con un utile di 2,57 miliardi di dollari, in deciso calo rispetto ai 6,32 miliardi di un anno prima che però comprendeva la plusvalenza una tantum derivante dalla cessione a Nestle del settore dei prodotti nutrizionali.

I ricavi invece sono scesi del 2% a 13,56 miliardi mentre l'Eps (utile per azione) adjusted si è attestato a 0,56 dollari. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,52 dollari su ricavi per 13,36 miliardi
Da rilevare, poi, l'incremento della presenza del marchio Pfizer nei mercati emergenti. Il dato batte nettamente le attese degli analisti Il trend di Pfizer mostra un andamento in sintonia con quello del Dow Jones Industrial.

Per il 2014 la società stima un utile per azione adjusted di 2,20-2,30 dollari su ricavi per 49,2-51,2 miliardi.
Nel quarto trimestre, le vendite di Lyrica sono aumentate dell’ 11 per cento anno su anno, raggiungendo 1,3 miliardi dollari, mentre i ricavi da Enbrel sono aumentati del 5 per cento, arrivando a $ 1 miliardo.

Anche  le vendite del vaccino Prevnar sono aumentate del 3 per cento a $ 1,1 miliardi. L’analista di ISI Group Mark Schoenebaum evidenzia che nelle prossime settimane sono attesi i risultati dello studio CAPiTA (Community-Acquired Pneumonia Immunization Trial in Adults). Lo studio include oltre 85mila soggetti di un’età media di 65 anni ed è stato disegnato per valutare l’efficacia preventiva di Prevnar 13 nei confronti del primo episodio di polmonite acquisita in comunità causata da uno dei 13 sierotipi pneumococcici contenuti nel vaccino. Schoenebaum ha suggerito che i risultati positivi dello studio potrebbero aggiungere 1 miliardo di dollari di nuove vendite del vaccino.

Per gli altri prodotti, le vendite di Celebrex negli ultimi tre mesi del 2013 sono aumentate del 6 per cento arrivando a 798 milioni dollari, mentre i ricavi da Viagra sono scesi del 14 per cento a 476 milioni dollari, a causa delle minori vendite nei mercati esteri che risentono della competizione delle versioni generiche della famosa pillola blu.

Pfizer ha registrato vendite trimestrali di $ 46 milioni per Xeljanz, l’anti JAK approvato dalla FDA nel 2012 per il trattamento dei pazienti con artrite reumatoide da moderatamente a gravemente attiva. L’Ema ha invece respinto la domanda di approvazione per il farmaco.

Previsioni per il 2014
Per il 2014, la casa farmaceutica ha indicato che le vendite dovrebbero essere comprese tra i 49,2 miliardi dollari e 51,2 miliardi dollari, con un utile per azione da 2,20 dollari a 2,30 dollari per azione.
Il Chief Financial Officer Frank D'Amelio ha osservato che queste previsioni "riflettono l'impatto negativo atteso di circa 3 miliardi di dollari a causa dalla perdita di esclusività su alcuni prodotti". Gli analisti prevedono un fatturato di circa 49,7 miliardi dollari, e un guadagno di 2,28 dollari per azione.

Comunicato stampa di Pfizer