L’amministratore delegato di Pfizer, Ian Read, ha affermato che l’azienda potrebbe cercare di mettere in commercio una versione OTC dell’anti colesterolo atorvastatina (Lipitor) al fine di compensare, almeno in parte, le perdite di fatturato che deriveranno dalla genericazione del prodotto, che in Usa è prevista a partire dal prossimo 30 novembre. Questo farmaco, ha però sottolineato il manager, non potrà essere lanciato prima del 2013, perché deve ancora essere approvato dall’Fda.

Finora, nessuna statina è stata approvata in una versione Otc, cioè senza la necessità della prescrizione del medico. Specialmente in Usa, dove le visite mediche spesso sono a carico del paziente e sono molto costose, disporre di una versione Otc rende il farmaco molto più facilmente utilizzabile dal paziente.
La notizia era già trapelata lo scorso mese di agosto e adesso, in occasione della riunione con gli analisti finanziari per commentare i dati del terzo trimestre appena diffusi, è arrivata la conferma finale. Read ha sottolineato che non vi è alcuna certezza che l’Fda approvi la versione Otc di Lipitor, il farmaco attualmente più venduto al mondo.

Secondo quanto ha affermato il manager, la perdita di fatturato di Lipitor a seguito della sua genericaziona sarà fin da subito molto rapida. Nel 2012 i ricavi si dovrebbero dimezzare (4,6 miliardi di dollari) per passare a 3,2 miliardi nel 2013. Tread non ha fornito nessuna previsione sulle vendite di Lipitor Otc,ha solo detto che sarebbero economicamente importanti.

Secondo la società di analisi finanziaria Sanford C. Bernstein & Co., Pfizer avrebbe anche raggiunto un accordo con società per la distribuzione dei medicinali, come  Medco Health Solutions ed Express Scripts, per vendere Lipitor a un prezzo ridotto. Tale accordo riguarderebbe le vendite per corrispondenze, che in sua sono legali.
Lipitor ha chiuso il terzo trimestre del 2011 con vendite in leggera crescita (+3%) che si sono assestate su 2,6 miliardi di dollari. In Usa esse sono salite addirittura del 13% arrivando a 1,5 miliardi di dollari. Sarà l’ultimo trimestre su questi livelli, adesso inizierà il calo dovuto alla rapida diminuzione di prezzo delle versioni generiche.

Il tramonto di Lipitor segna anche la fine di un era, quella dei cosiddetti “blockbuster”, farmaci di largo impiego, con diffusione enorme e fatturati giganteschi. Adesso l’industria farmaceutica per crescere punta ai cosiddetti “niche buster”, cioè farmaci di nicchia, rivolti alla cura di malattie rare oppure a malattie molto gravi dove ancora non vi sono soluzioni realmente efficaci. Dovrà però dimostrare che questi farmaci determinano un reale beneficio aggiuntivo e valgono i prezzi, anche molto elevati, che essa richiede.