Il settore dei prodotti consumer per Pfizer è molto importante e non verrà ceduto. Così la pensa Ian Read, Chief Executive Officer di Pfizer. Il numero uno dell’azienda lo dichiarato la scorsa settimana agli investitori nel corso di una call-conference organizzata dalla società di investimenti finanziari Sanford C. Bernstein.

Per la multinazionale americana questo settore pesa per 3,2 miliardi di dollari e comprende farmaci come l'antidolorifico Advil e le vitamine del brand Centrum. Il rinnovato interesse di Pfizer è dovuto al fatto che una parte dei prodotti a brevetto scaduto potrà in futuro diventare OTC e quindi prolungare il proprio ciclo di vita. E’ però fondamentale avere una massa critica e presidiare il canale distributivo.

Pfizer è un'azienda in grande movimento. Lo scorso anno, in questo stesso periodo, l'azienda ha siglato un accordo da 11,85 miliardi di dollari con Nestlè per la cessione della divisione di nutrizione per l'infanzia. Nei mesi successivi vi è stata la quotazione in borsa del segmento Animal Health di Pfizer, che ora si chiama Zoetis, scorporato dal resto dell'azienda e ora con una propria identità. Oggi Zoetis vale circa 12,5 miliardi di dollari.

Questi processi di riorganizzazione strutturale dell'azienda potrebbero proseguire ulteriormente con la separazione del business dei farmaci innovativi da quello dei farmaci a brevetto scaduto, tra i quali rientrano anche gli OTC. Su questa possibile separazione ci sono stati molto rumors di mercato ma Read ha precisato che nessuna decisione definita è ancora stata presa.

"Vedo nella divisione generici e branded di Pfizer la possibilità di sviluppi futuri d'interesse maggiore, rispetto a quello che già è stato fatto con Zoetis e la divisione nutrition" ha dichiarato Mark Schoenebaum, analista presso la New York International Strategy & Investment Group "Un'ulteriore diversificazione del business potrebbe dare del valore aggiunto. Se Pfizer scegliesse di dividere la società in due parti, la parte consumer potrebbe andare di pari passo con quella in cui potrebbe confluire il business dei generici.” ha aggiunto.

Per ora Pfizer sta cercando di espandere proprio la linea consumer, attraverso una crescita interna ed esterna. Nell’agosto 2012, per $250 milioni  ha acquisito da AstraZeneca i diritti per la versione OTC di Nexium, farmaco a base di esomeprazolo indicato per l’iperacidità gastrica e i disturbi conseguenti. Il farmaco sarà in commercio a partire dal 2014 e sulle vendite Pfizer pagherà anche delle royalties all’azienda britannica. La società ha anche dichiarato che intende sviluppare una versione “da banco” della pillola anti-colesterolo Lipitor, per tanti anni un grande blockbuster e il primo farmaco al mondo per fatturato.

La vera sfida proviene dai mercati emergenti, perché quello che strategicamente viene messo in atto in Usa ed Eu è anche funzionale per comprendere in anticipo le dinamiche dei mercati meno regolamentati  dove lo switch tra farmaco etico e Otc, una volta scaduto il brevetto, è più facile.

In ogni caso, la multinazionale americana non farà lo stesso errore commesso nel 2006 quando per $16,6 miliardi cedette a Johnson & Johnson il proprio business di farmaci OTC. Passarono così di mano brand molto noti come Listerine, Nicorette, Sudafed, Benadryl, Neosporin, Visine, Zantac, Lubriderm, Rogaine.

I farmaci OTC sono caratterizzati da margini inferiori a quelli dei prodotti etici però hanno un grosso vantaggio, oggi apprezzato più di qualche anno fa, perché non risentono della concorrenza dei generici. Quello che conta è che il marchio sia ben noto e apprezzato dal consumatore. Adesso c’è anche un altro vantaggio. Ovvero che il farmaco OTC può essere l’ultima tappa, anche molto lunga, della vita di un farmaco, una volta scaduto il brevetto. Per diventare OTC magari è necessario riformulare il farmaco a dosaggi più bassi ma la fama conquistata negli anni lo rende fin da subito interessante. Questo avviene soprattutto in Usa dove il paziente quasi sempre paga la vista dal medico e dunque per molti disturbi di non grave entità preferisce fare da sé.