In pochi anni il settore farmaceutico è passato da una forte integrazione verticale fondata sul modello dei "blockbuster" (Pharma 1.0), all'attuale modello di business definito dagli analisti come Pharma 2.0.

Per migliorare la produttività e le performance finanziarie le aziende hanno ampliato il proprio portafoglio di prodotti e competenze, reso più flessibile e indipendente la Ricerca e Sviluppo, promosso partnership con le imprese biotecnologiche e con università ed esternalizzato molte funzioni "non-core".

Probabilmente questa è una fase di transizione verso un modello ancora più complesso, definito con la sigla Pharma 3.0, un "ecosistema" composto da membri convenzionali del settore, aziende non tradizionali e consumatori sempre più informati.

Queste novità emergono nell'ultima edizione di Progressions, Pharma 3.0 lo studio sul settore farmaceutico condotto ogni anno a livello globale da Ernst & Young, una delle società di consulenza direzionale più conosciute a livello internazionale.

Lo studio individua diverse tendenze che portano aziende non tradizionali a un ingresso nel settore farmaceutico, tra cui la riforma sanitaria, l'health IT, la crescente capacità di valutare l'efficacia dei prodotti in termini comparati, nonché una nuova consapevolezza da parte del consumatore.
Questi e altri fattori stanno spingendo le aziende farmaceutiche a modificare il focus, dalla produzione di nuovi farmaci alla fornitura di risultati ("healty outcomes") - un passaggio che sarà guidato da alleanze innovative e un nuovo modello di business.

L'ingresso di numerosi attori non tradizionali nel Pharma 3.0 aumenterà il bisogno di innovazioni nel modello di business adottato dalle aziende farmaceutiche più tradizionali, rendendo lo sviluppo di modelli commerciali innovativi un elemento critico per la realizzazione di farmaci all'avanguardia.

La gestione e l'ottimizzazione di un network di partner sempre più complesso metterà a dura prova i leader del settore, il cui successo dipenderà dalla capacità di adattare le risorse e le competenze specifiche della loro azienda a modelli di business più vicini a quelli dei nuovi attori.
I primi tentativi dell'industria per adeguarsi al contesto Pharma 3.0 evidenziano alcune delle sfide che, secondo lo studio, sono alle porte.

Qui di seguito, ecco alcuni esempi citati nel report di Ernst e Young.
Poiché i pazienti svolgono un ruolo sempre più attivo nella gestione della loro salute reso possibile grazie alle cartelle cliniche personali, alle applicazioni smart-phone e ad altre tecnologie, le aziende farmaceutiche rimangono in gran parte ai margini di questa rivoluzione, ostacolata dal lento sviluppo del quadro normativo che disciplina le interazioni del paziente con il sistema sanitario.

Gli ospedali e i sistemi sanitari, tramite gli attuali sistemi informativi, controllano ormai i dati che consentono di correlare le prescrizioni ai risultati ottenuti dai pazienti. Le aziende farmaceutiche, dunque, hanno perso il controllo esclusivo che avevano un tempo sui risultati, il che aumenta i rischi connessi ai rimborsi rendendo strategica l'acquisizione di nuovi strumenti e competenze per la raccolta e l'analisi dei dati.

Poiché le aziende farmaceutiche si espandono nei mercati emergenti, stanno sempre più valutando potenziali alleanze con partner non tradizionali - dai micro istituti di credito, che potrebbero colmare i divario di costo, alle imprese alimentari che con la capacità distributiva e le reti già esistenti di infrastrutture potrebbero facilitare la gestione delle catene di approvvigionamento. La natura di queste nuove partnership pone nuove sfide nel determinare la struttura degli accordi e il valore da attribuire al contributo di ciascun partner.