Pharmintech, la mostra dell'intera filiera tecnologica al servizio dell'industria farmaceutica, parafarmaceutica e nutrizionale, in corso a Bolognafiere, è stata l'occasione per la seconda tappa del tour promosso da Farmindustria 'Produzione di valore. L'industria del farmaco: un patrimonio che l'Italia non può perdere".

"Le industrie di Pharmintech sono un elemento competitivo dell'Italia che funziona, con un export medio del 90%: qualcosa di straordinario –  ha dichiarato Sergio Dompé, a capo dell'omonimo gruppo biofarmaceutico e presidente dell'edizione 2013 di Pharmintech. Nell'indotto ci sono campioni nazionali, che hanno saputo unire fantasia, meccanica e tecnologia. Nomi come Marchesini, Vacchi, Seragnoli sono così competitivi che non hanno bisogno della ribalta. È un settore a cui si deve guardare per imparare come si fa a reingegnerizzare un Paese. I nuovi investimenti fatti dal settore per cui questa industria produce, quello farmaceutico, vanno in larghissima misura all'estero e, per più del 50%, nei Paesi emergenti. Vuol dire che le produzioni future saranno fatte in gran parte fuori dall'Italia. Dobbiamo chiederci cosa significa per il sistema Paese perdere l'industria a valle del farmindotto".

Un comparto, quello dell'industria del farmaco, al primo posto in Italia per ricerca e sviluppo e al secondo posto in Europa dopo la Germania per capacità produttiva. "L'indotto - ha detto il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi - é un fattore determinante per l'industria del farmaco. Il nostro valore aggiunto è più importante con l'indotto".

Le aziende dell'indotto, con le loro soluzioni hi tech, rappresentano una parte importante delle imprese del farmaco, impiegando circa 60mila occupati e con quote di export che raggiungono il 95%. Questo ruolo è stato discusso all'interno dell'incontro promosso da Federfarma: dopo i saluti del presidente di Bolognafiere, Duccio Campagnoli e del presidente di Pharmintech, Sergio Dompé, sono intervenuti protagonisti delle industrie del packaging emiliano (come Alberto Vacchi, presidente e ad di Ima, e Maurizio Marchesini) dell'industria farmaceutica, prima della tavola rotonda alla quale hanno partecipato, anche rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil oltre allo stesso Scaccabarozzi.

"Il Paese ha bisogno di un governo responsabile. Tutti i governi hanno messo in atto manovre contro l'industria farmaceutica. Penso che serva un governo di grande responsabilità che non può fare altri tagli.
In questo momento stiamo subendo l'impatto delle ultime quattro manovre fatte dai governi precedenti". L'ha detto il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi a margine di un incontro all'interno di Pharmintech.   Quanto ai tempi di pagamento, Scaccabarozzi ha ricordato che "ormai siamo al 30% del fatturato che facciamo con la pubblica amministrazione fermo. I ritardi hanno una media di 220 giorni. In più è stato fatto un decreto contro le azioni di pignoramento e i piani di rientro con le Regioni ".