Secondo quanto pubblica il Wall Street Journal, la conglomerata Procter & Gamble sarebbe vicina alla cessione del business farmaceutico. I possibili pretendenti sarebbero due: la società  farmaceutica Warner Chilcott e il fondo di investimenti Cerberus Capital Management. Il valore della transazione dovrebbe aggirarsi sui 3 miliardi di dollari.
Un portavoce di Procter & Gamble si è limitato a confermare che «la vendita di tutta o parte della divisione farmaceutica» è prevista nel quadro del riposizionamento del gruppo.

Il fondo Cerberus avrebbe proposto l'acquisizione della divisione di P&G per poi farne una società farmaceutica a se stante. Probabilmente per rivenderla in un secondo tempo, come fanno di norma le società finanziarie.
Warner Chilcott è una società americana focalizzata nei farmaci per la salute della donna (contraccettivi orali) e in dermatologia (farmaci per la psoriasi). Nel 2007 ha generato un giro d'affari di 900 milioni di dollari, in crescita del 19% sull'anno precedente.

Lo scorso mese di febbraio, P&G aveva incaricato la banca d'affari Goldman Sachs di aiutarla nella vendita della divisione farmaceutica.
P&G è una delle più grandi società al mondo nei prodotti di consumo, i cui marchi sono presenti nelle case di milioni di persone e spaziano dalla pulizia della casa (Tide, Swifffer) alla cura della persona (Gillette, Pampers, Crest).
La divisione che si occupa della cura della salute genera un giro d'affari di 14,6 miliardi di dollari, prevalentemente concentrati nei prodotti OTC con marchi come Vicks, Prilosec OTC, Pepto-Bismol. I farmaci per cui è necessaria la prescrizione del medico, come  Actonel  (osteoporosi), Asacol (colite ulcerosa) ed Enablex (vescica iperattiva) hanno un giro d'affari annuo di circa 2 miliardi di dollari. Sarebbe proprio quest'ultima divisione ad essere in vendita.
Rispetto ai primi anni 90 quando l'azienda entrò in questo settore, le cose sono radicalmente cambiate. Crescita scarsa, competizione dei generici, difficoltà nel portare innovazione sul mercato, sia per una difficoltà intrinseca a trovare farmaci realmente innovativi, sia per una normativa molto più stringente rispetto al passato.
Per anni P&G ha cercato di crescere in questo settore e adesso sembrerebbe aver cambiato strategia. Nel 2000 non era riuscita a impadronirsi di Warner-Lambert e poi di American Home Products (l'attuale Wyeth), entrambe confluite in Pfizer. Con l'acquisizione di Gillette costata 57 miliardi di dollari, P&G ha poi preferito rafforzarsi in un settore meno rischioso come quello della cura della persona.