Per comprare MedImmune nel 2007 AstraZeneca aveva speso 15,6 miliardi di dollari. Una bella cifra a fronte della quale l'azienda britannica si era portata a casa una serie di prodotti e di tecnologie che l'avrebbero dovuta proiettare nel mondo biotech.
L'accordo, che a molti analisti era subito sembrato sovrastimato, avrebbe dovuto generare i primi frutti concreti dopo 2-3 anni. Adesso, a due anni e mezzo di distanza, la comunità finanziaria si interroga sul ritorno sull'investimento di questo affare. Un interessante articolo apparso di recente sul Washington Business Journal fa proprio il punto su questo accordo.

Attualmente i prodotti in commercio che provengono da MedImmune sono tre e nel 2009 hanno generato vendite per circa 1,26 miliardi di dollari, pari al 4% del fatturato aziendale. Si tratta di Synagis, un farmaco per prevenire le infezioni respiratorie da virus sinciziale nei bambini nati prematuri, Ethyol, farmaco di supporto alla chemioterapia, e il vaccino influenzale FluMist disponibile sotto forma di spray nasale.
Mentre lo scorso anno il fatturato dei primi due è risultato in calo, le vendite del vaccino antinfluenzale sono invece andate bene. Anche se sarà una performance non facilmente ripetibile in quanto il vaccino ha beneficiato dell'allarme generato dall'influenza suina.

In totale, la divisione MedImmune possiede 14 candidati farmaci in fase clinica e 10 nella preclinica. Lo scorso anno due prodotti sono passati alla fase I e adesso AstraZeneca sta reclutando i pazienti per sei studi di fase II, che dovrebbero essere completati entro la fine del 2012.
Attualmente, sono in fase II i seguenti farmaci: CAT-354 (asma),  MEDI-563 / MEDI-528 (asma negli adulti), MEDI-545 (lupus) Amifostine (tumore al colon retto) e FluMist che viene studiato negli adulti su 1.800 pazienti (adesso il farmaco è approvato solo in pediatria).
Tra quelli sviluppati da MedImmune , adesso l'azienda conta su un solo farmaco in fase avanzata. Si tratta di motavizumab, un successore di Synagis, che però l'Fda sta ancora valutando.

L'azienda ha fatto sapere che la reale portata dell'accordo verrà pienamente compresa solo tra qualche anno e che non è corretto limitarsi alla matematica dei ricavi generati dai farmaci MedImmune. L'azienda era ben cosciente che i farmaci erano in fase iniziale di sviluppo ed è fiduciosa nel loro potenziale. Non è stata solo acquisita una pipeline ma un modo nuovo di mettere a punto i farmaci.