Roche e i Sindacati sono in una fase di stallo. L'oggetto della trattativa è la gestione dei 143 esuberi nella filiale italiana che si inseriscono in un piano globale che prende il nome di Operational Excellence che prevede  oltre 4.800 esuberi in tutto il mondo.

L'Azienda dichiara di aver operato per individuare soluzioni condivise volte a contenere l'impatto delle misure sui lavoratori e sulle loro famiglie. I Sindacati invece ritengono le proposte dell'azienda non siano condivisibili e per lunedì 28 febbraio hanno indetto uno sciopero. Saranno organizzati un presidio che si terrà davanti alla sede monzese dell'azienda. Sono anche attesi informatori farmaceutici di Roche provenienti da tutta Italia.

Non sarà semplice trovare un punto di incontro nemmeno nelle prossime riunioni previste in Assolombarda, dove le parti dovranno cercare di raggiungere una sintesi nel mese di marzo, in un confronto che si preannuncia serrato.

Roche dichiara che la sua disponibilità al dialogo è dimostrata da una serie di proposte concrete: rinviare l'apertura della procedura di mobilità al 10 gennaio 2011, al fine di avere più tempo a disposizione per individuare strumenti volti a ridurre l'impatto degli esuberi; la tempistica originaria, infatti, prevedeva l'avvio della mobilità nel mese di novembre 2010; prendere in considerazione la mobilità volontaria trasversale; definire un incentivo all'esodo. Proprio su quest'ultimo punto le parti sono molto distanti, quello che propone l'azienda è meno della metà di quanto richiesto dai Sindacati.

L'azienda ha anche proposto l'adozione di programmi di outplacement, cioè di aiuto alla ricollocazione, anche con l'attivazione dell'Accordo Quadro Nazionale Welfarma (uno strumento operativo, a carattere volontario, aggiuntivo rispetto agli strumenti contrattuali e di legge disponibili).

Al momento il tavolo negoziale è interrotto e le posizioni delle due parti sono ancora molto distanti.