Brutto colpo per Roche. La multinazionale di Basilea ha reso noto di aver deciso di interrompere lo studio METLung Study (NCT01456325)  condotto con il nuovo anticancro onartuzumab, usato insieme a erlotinib in pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule, in quanto il trattamento si è dimostrato scarsamente efficace.

Roche , fa sapere che valuterà le implicazioni di questa decisione sullo sviluppo del farmaco che però sembra compromesso.

L’azienda puntava sul farmaco, noto anche con il nome in codice MeMab, dopo alcuni studi di fase II sembravano averne confermato l’efficacia.

Il tumore del polmone è uno dei cancri più difficili da trattare e dunque una nuova molecola, se efficace, anche parzialmente, avrebbe ottime possibilità di affermarsi.

Onartuzumab è un nuovo anticorpo monoclonale sviluppato da Genentech, che blocca l’attivazione di MET e, di conseguenza, la trasduzione del segnale mediata da questa tirosin chinasi.
MET è una tirosin chinasi transmembrana che funge da recettore del fattore di crescita degli epatociti (HGF) e che nelle cellule tumorali è spesso disregolata, spiegano nell’introduzione del lavoro i ricercatori, guidati da David Spigel, del Sarah Cannon Research Institute di Nashville (Tennessee).

In particolare, nelle biopsie del NSCLC si osserva spesso un’iperespressione di questa proteina e l’aumento della trasduzione del segnale lungo il pathway di MET/HGF è risultato associato a una prognosi sfavorevole.

Inoltre, il recettore MET sembra cooperare con il recettore del fattore di crescita dell'epidermide (EGFR) nel promuovere l’oncogenesi e ci sono evidenze che l’attivazione del pathway di MET/HGF sia coinvolta nei meccanismi di resistenza ai farmaci anti-EGFR, come appunto erlotinib, nei tumori con mutazioni attivanti del gene dell’EGFR.

Gli autori hanno quindi ipotizzato che bloccare l’attivazione di MET possa essere di beneficio per i pazienti con NSCLC MET-positivi e possa anche superare, almeno in parte, la resistenza che si sviluppa a erlotinib.

Tra gli altri inibitori di MET in fase di sperimentazione contro il NSCLC vi è, per esempio, tivantinib, una piccola molecola attiva per via orale di cui sono stati presentati dati di fase III allo Euroepan Cancer Congress.