A causa di problemi legati alla sicurezza ma anche all’efficacia del farmaco, Roche ha deciso di interrompere lo sviluppo dell’antidiabetico aleglitazar. Il farmaco era già arrivato in fase III.

I problemi di sicurezza emersi nello studio AleCardio pare riguardassero l’effetto del farmaco su reni e apparato cardiovascolare. Lo studio, che aveva arruolato oltre 7mila pazienti, era incentrato su pazienti con diabete reduci da una sindrome coronarica acuta.

Aleglitazar è un agonista del peroxisome proliferator-activated receptor con affinità per i recettori PPARα and PPARγ, che è stato sviluppato dalla casa farmaceutica Hoffmann-La Roche per il trattamento del diabete mellito di tipo 2.

Date le proprietà farmacodinamiche, la molecola agisce sia sulla sensibilizzazione dei tessuti all'insulina, come i tiazolidindioni, sia sul metabolismo lipidico, come i fibrati. Il farmaco avrebbe quindi avuto una doppia azione, antidiabetica e di protezione cardiovascolare.

Lo scorso anno Roche aveva già dovuto interrompere lo sviluppo di dalcetrapib, farmaco che agisce innalzando le HDL, e che avrebbe avuto un potenziale commerciale molto elevato.

Lo sviluppo di aleglitazar era parso a molti analisti un azzardo, perchè già per diversi farmaci della stessa classe (dual-acting oral Peroxisome Proliferator-Activated Receptor, PPAR) era stato interrotto lo sviluppo. Tra di essi vi è tesaglitazar di AstraZeneca, bloccato nel 2006 per problemi renali, MK-767 di Merck (tumori nell’animale) e TAK-559 di Takeda (problemi epatici).

Inoltre, nel 2005 fu bloccato lo sviluppo di muraglitazar (Bristol-Myers Squibb). Il farmaco aveva ricevuto un parere positivo dall’Fda ma poco dopo il Dr. Steven Nissen e altri ricercatori della Cleveland Clinic avevano pubblicato un’analisi che dimostrava un aumento di attacchi cardiaci e stroke. Vennero chiesti all’azienda nuovi dati  ma Bristol-Myers preferì interrompere lo sviluppo del prodotto. La storia dei farmaci, come si vede, è costellata più da insuccessi che da traguardi raggiunti.