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Roche bene il 2011 e prospettive positive, Italia in calo

Nel 2011 le vendite mondiali del Gruppo Roche, pari a 42,5 miliardi di franchi svizzeri, sono scese del 10%, anche se il dato è fortemente inficiato dall’apprezzamento del franco svizzero, perché se espresse il dollari sarebbero state in aumento del 5%. Il fatturato farmaceutico è rimasto stabile in valuta costante per un totale di 32,8 miliardi di franchi svizzeri

L’utile operativo “core” è cresciuto più rapidamente del fatturato e gli utili per azione core sono aumentati dell’11% a tassi di cambio costanti (- 4% in franchi svizzeri). Bisogna tener presente che l'apprezzamento del franco svizzero rispetto a tutte le valute rilevanti, in particolare rispetto al dollaro USA e all’Euro, ha avuto un impatto negativo sui risultati riportati espressi in franchi svizzeri.

In Italia, Roche ha registrato un fatturato complessivo di 956,6 milioni di euro, in calo del 3,8% rispetto al 2010, confermandosi terza azienda del settore farmaceutico e prima in ospedale.

“All’interno di un quadro economico certamente complesso, visto che l’Italia e l'Europa hanno affrontato e continuano a fronteggiare una delle più gravi crisi economiche di sempre - ha commentato Maurizio de Cicco, Amministratore Delegato di Roche S.p.A. e Vicepresidente di Farmindustria – la performance economica di Roche ha contenuto la flessione, conservando la leadership in oncologia e la posizione nel mercato farmaceutico”.

“Ciò che maggiormente impensierisce chi come Roche è impegnato da sempre nel settore della salute – continua Maurizio de Cicco - è questo “accanimento” in particolare sulla spesa ospedaliera, senza che si intraveda al contempo una volontà d'andare alla radice del problema - visto che le problematiche legate allo sfondamento del tetto di spesa sono relative al sotto-finanziamento di quest'ultima e si concentrano essenzialmente in sei Regioni "critiche"- o di promuovere riforme strutturali di lungo periodo volte a garantire la stabilità del Sistema".

L’ultima Manovra di luglio farà gravare per un terzo sulle aziende, in misura proporzionale al proprio fatturato ospedaliero, il deficit delle Regioni relativo alla spesa farmaceutica ospedaliera. Un provvedimento da più parti ritenuto iniquo e che non affronta il vero problema, ampiamente condiviso, del sotto-finanziamento della spesa ospedaliera nel nostro Paese.

“In Italia la spesa farmaceutica ospedaliera è storicamente sotto-finanziata – continua Maurizio de Cicco - perché il tetto fissato al 2.4% (corrispondente a 2,5 miliardi di euro) è del tutto inadeguato per un Paese con un’aspettativa di vita alta come in Italia che difatti realizza una spesa effettiva del 4.1%”.
 “L’altro grande problema da fronteggiare –prosegue De Cicco- sono i ritardi e le lentezze del Sistema che prima ancora di penalizzare il comparto o noi, rischiano di creare disparità tra i pazienti italiani e quelli europei, nonché tra le diverse aree del nostro Paese” continua Maurizio de Cicco.
Analizzando i dati ufficiali EMA ed AIFA in relazione alle tempistiche degli iter registrativi dei farmaci, il tempo medio che intercorre tra l’approvazione internazionale e la delibera in Italia è oggi di 12,7 mesi, con punte anche di 15 mesi. Guardando poi ai tempi di latenza per la messa a disposizione a livello regionale dei farmaci innovativi dopo le approvazioni degli enti regolatori internazionali e di quelli nazionali, si rileva in media un ulteriore ritardo di 266 giorni con punte anche molto più alte.

A livello mondiale le prospettive del gruppo sono positive. L’azienda sta cercando di acquisire Illumina, azienda leader nel sequenziamento del DNA. I sistemi di sequenziamento e microarray di Illumina integreranno l'offerta di Roche Diagnostics nella ricerca genomica e nella diagnostica, per consentire l'ulteriore scoperta di biomarcatori complessi ad uso clinico e di ricerca.

Dopo essere stato lanciato con successo negli Stati Uniti ad agosto, vemurafenib, farmaco per il melanoma metastatico positivo alla mutazione di BRAF, ha ricevuto l'approvazione per l'immissione in commercio in Svizzera e Brasile nel terzo trimestre del 2011, e a dicembre Chmp, Comitato per i medicinali per uso umano dell'UE ne ha raccomandato la piena autorizzazione.

In Europea, lo scorso dicembre, bevacizumab ha ricevuto la sesta indicazione, cioè l'approvazione per il trattamento di prima linea (trattamento di prima linea in seguito ad intervento chirurgico) di pazienti con carcinoma ovarico in stadio avanzato appena diagnosticato.

Il 30 gennaio 2012, in seguito a valutazione con iter prioritario, la Food and Drug Administration (FDA) ha approvato vismodegib come trattamento per adulti affetti da carcinoma basocellulare (BCC), una forma di carcinoma cutaneo, in stadio avanzato.

A dicembre Roche e Genentech hanno depositato le domande di autorizzazione al commercio nell'UE e negli USA per pertuzumab nel carcinoma mammario metastatico HER2-positivo.

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