Il bilancio di Roche del 2008, ufficializzato pochi giorni fa e globalmente positivo, può essere però letto in due modi. In franchi svizzeri, a causa dell'apprezzamento della valuta, è sceso dell'1% risultando pari a 45.62 miliardi che equivalgono a €30miliardi e a $39miliardi. In valute locali è invece cresciuto del 6%. La Divisione Pharmaceuticals rappresenta il 79% delle vendite del Gruppo e la Divisione Diagnostics il 21%. La domanda dei prodotti oncologici del Gruppo, Avastin, MabThera/Rituxan, Herceptin, Tarceva e Xeloda si è mantenuta forte. Altri driver di crescita nella divisione Pharmaceuticals sono stati Bonviva/Boniva nell'area delle malattie metaboliche/ossee e CellCept nei trapianti.

L'utile operativo del Gruppo è cresciuto del 4% in valute locali raggiungendo 13,9 miliardi di franchi svizzeri.
Il Cda proporrà un aumento del dividendo per il 2008 del 9%, a 5,00 franchi svizzeri per azione. Sarà il 22° aumento consecutivo del dividendo annuale. Sui risultati ha anche inciso il calo del 68% delle vendite dell'antiinfluenzale Tamiflu, "vittima" , per così dire, del successo negli anni precedenti, per cui molti governi e primo fra tutti quello americano avevano largheggiato nelle scorte. A .livello mondiale si stima siano circa 220 milioni le dosi stoccate nei magazzini. Inoltre,come riportato dal Centers for Disease Control, l'influenza di quest'anno sarebbe almeno in parte resistente al farmaco.

In Italia, le divisioni Pharma (+ 5,8% vs. 2007) e Diagnostics (+4,9%) hanno registrato un fatturato complessivo pari a 1.316 milioni di Euro.
In termini omogenei rispetto al 2007, Roche S.p.A. è cresciuta del 5,8% (escludendo il fatturato derivante dalle vendite dell'antivirale Tamiflu) circa il doppio del mercato, con un fatturato complessivo pari a 909,9 milioni di Euro, consolidando la sua posizione di leader nel settore ospedaliero.
L'azienda si dice fiduciosa di poter fare bene anche nel 2009. E' appena stata lanciato Mircera, la nuova epoietina a lunga durata di azione e l'azienda, dopo l'approvazione dell'Emea, adesso attende il via libera dell'Aifa per il nuovo biologico RoActemra, indicato per il trattamento dell'artrite reumatoide.

 "Nonostante il contesto estremamente difficile per l'economia in generale e per il settore farmaceutico in particolare- afferma Maurizio de Cicco, Amministratore Delegato di Roche S.p.A. - i risultati ottenuti sono sicuramente positivi e in linea con quelli del Gruppo. Unica difficoltà è la burocrazia, definita "asfissiante" e freno alla diffusione dell'innovazione. Occorrono mediamente 15 mesi  di attesa -prosegue de Cicco- perché un farmaco innovativo, approvato in Europa dall'Emea, arrivi negli ospedali e nelle ASL italiane. Il che significa gravi disuguaglianze e disagi per i pazienti affetti da patologie anche molto serie e invalidanti".