Roche Spa, la filiale italiana del colosso farmaceutico svizzero dedicata alla farmaceutica chiude il 2013 con un fatturato complessivo di 848,7 milioni di euro, in flessione del 5,3% rispetto al 2012, confermandosi terza azienda del settore farmaceutico e prima in ospedale. Roche Diagnostics Spa, società italiana dedicata alla diagnostica, ha registrato un fatturato complessivo di 401 mln, in flessione rispetto al 2012 (-3,5%).

“In un contesto difficile e incerto da prevedere, la performance di Roche è stata tendenzialmente in linea con le attese - ha commentato Maurizio de Cicco, Amministratore Delegato di Roche S.p.A. e Vicepresidente di Farmindustria - I numeri finali, tuttavia, sono fortemente penalizzati dal payback ospedaliero, una misura su cui le aziende non hanno il minimo controllo e che inciderà per decine di milioni di euro sul bilancio di Roche.

” Il payback ospedaliero prevede che le Aziende farmaceutiche condividano al 50% con le Regioni il ripiano dello sfondamento del tetto della spesa farmaceutica ospedaliera. Vera e propria minaccia per tante realtà del settore, la misura colpisce soprattutto le aziende - come Roche - maggiormente impegnate nel portare innovazione nelle corsie degli ospedali italiani, con farmaci nuovi e sempre più efficaci.

“Abbiamo ben presente l’esigenza di sostenibilità del sistema salute in Italia - spiega Maurizio de Cicco -  siamo  stati i primi in Europa a concordare con le Autorità Regolatorie meccanismi di condivisione del rischio per i nuovi farmaci, consentendo dei risparmi per la collettività in caso di inefficacia terapeutica; abbiamo accolto la metodologia dei registri per il controllo dell’appropriatezza prescrittiva, consapevoli della necessità di limitare al massimo gli sprechi nell’uso delle nuove terapie innovative e pertanto più onerose per il Servizio Sanitario Nazionale - continua  Maurizio de Cicco - ma essere chiamati a risanare lo sfondamento della spesa farmaceutica ospedaliera, in realtà  sotto finanziata e inadeguata al crescente bisogno di salute del Paese, è francamente difficile da accettare”.

Risultati 2013 invece in decisa crescita per Roche a livello mondiale. La multinazionale farmaceutica ha chiuso l'anno scorso con un utile netto in rialzo del 18% a 9,32 miliardi di euro (11,4 mld franchi svizzeri) e con un fatturato consolidato a circa 38,7 miliardi di euro in aumento del 6%. I dati sono migliori delle stime degli analisti.

Nel 2013 il fatturato del Gruppo è aumentato a seguito della forte domanda di farmaci biologici prodotti da Roche nel settore dell'oncologia, immunologia e oftalmologia e, inoltre, dei suoi prodotti di diagnostica per il laboratorio clinico, in particolare dell'area immunochimica. Questa performance di fatturato ha contribuito in modo significativo a un aumento dell'8% dell'utile operativo core, abbinato a minori costi di finanziamento e a un aumento del 10% degli utili per azione core.

Il fatturato della Divisione Pharmaceuticals è cresciuto del 7%, pari a 36,3 miliardi di franchi svizzeri a seguito della buona tenuta dei farmaci affermati e della performance di quelli per i tumori (franchise HER2, bevacizumab e rituximab) e della buona crescita di farmaci contro l'artrite reumatoide (tocilizumab) e patologie oculari (ranibizumab). La crescita più forte del fatturato è stata registrata negli Stati Uniti (+10%) e nei mercati emergenti (+12%) , superiore a quella dell'Europa (+2%) e del Giappone (+2%).

Il CEO di Roche Severin Schwan ha dichiarato: "Il 2013 è stato un ottimo anno per Roche. Abbiamo superato i nostri target finanziari grazie alla forte domanda dei prodotti esistenti e alla penetrazione positiva di quelli, farmaceutici e diagnostici, lanciati di recente. Con il lancio di pertuzumab e T-DM1 abbiamo aggiunto una nuova generazione di trattamenti destinati alle donne colpite da forme particolarmente aggressive di carcinoma mammario. Un altro evento di rilievo è stato il lancio di obinutuzumab negli Stati Uniti per il trattamento della leucemia linfatica cronica (LLC). Nell'ambito della divisione Diagnostics abbiamo introdotto una serie di nuovi strumenti e test che rafforzano ulteriormente la nostra posizione come leader di mercato, inclusi il cobas 8100 e un nuovo test HPV per il tumore cervicale. Con la nostra solida pipeline di prodotti siamo ben posizionati per raggiungere nuovi successi ".

Una nota positiva per l’Italia è venuta Dall’amministratore delegato Severin Schwan che a Basilea, in occasione della presentazione dei risultati finanziari 2013, ha ribadito che l'Italia e' importante per tutta la sua filiera, dalla ricerca fino al mercato. E ha confermato anche per il 2014 il volume degli investimenti del passato. La spiegazione sta nel fatto che l'Italia "non e' solo mercato ma anche ricerca e sviluppo", in particolare nei prodotti per la lotta al cancro.
Il Gruppo Roche e' presente in Italia dal 1897. La sede di Monza e l'impianto produttivo di Segrate (Milano), che rimandano alla Roche Spa (farmaceutica italiana) conta 1.139 dipendenti, mentre l'area della diagnostica, rappresentata da Roche Diagnostics Spa, conta oltre 500 collaboratori tra dipendenti e agenti