Roche si rafforza in oncologia, accordo da $1,7 miliardi per farmaco scoperto in Italia

Roche ha annunciato di aver stipulato un accordo per l'acquisizione della biotech californiana Ignyta per un valore totale di 1,7 miliardi di dollari. Il farmaco Ŕ stato scoperto nei laboratori del Nerviano Medical Center e fu ceduto a Ignyta nel 2013.

Roche ha annunciato di aver stipulato un accordo per l’acquisizione della biotech Ignyta a un prezzo di 27 dollari per azione in contanti, che rappresenta un premio di circa il 74 per cento al suo prezzo di chiusura del 20 dicembre, per un valore totale della transazione di 1,7 miliardi di dollari.

Daniel O' Day, CEO di Roche Pharmaceuticals, ha dichiarato che l'accordo "si basa sulla nostra strategia di adattamento dei trattamenti ai pazienti e ci consentirà di ampliare e rafforzare il nostro portafoglio oncologico a livello globale".

Il principale candidato farmaco di Ignyta, entrectinib, è un inibitore della tirosinasi chinasi disponibile per via orale e attivo sul SNC. Scoperto nel centro ricerche di Nerviano, il farmaco si rivolge a tumori come il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) con fusioni ROS1 o a fusioni NTRK presenti in un'ampia gamma di tumori solidi.

L'azienda biotech californiana, che proseguirà la sua attività a San Diego, sarà responsabile dello studio di Fase II STARTRK-2 in corso con entrectinib in pazienti con NSCLC avanzato e positivo alla fusione ROS1. I risultati intermedi presentati lo scorso mese di ottobre hanno mostrato che la terapia mirata di prima linea con entrectinib ha portato a tassi di risposta oggettivi (ORR) confermati rispettivamente del 78 per cento e del 69 per cento da parte degli  sperimentatori e della revisione centralizzata indipendente in cieco.

Entrectinib ha anche mostrato una durata mediana della risposta di 28,6 mesi e una sopravvivenza mediana senza progressione di 29,6 mesi, con il 53 per cento dei pazienti rimasti nello studio. Inoltre, il farmaco ha portato ad una ORR intracranica confermata per l' 83% in pazienti con metastasi cerebrali misurabili. Roche ha osservato che la sicurezza era coerente con i precedenti test entrectinib. L’azienda ha aggiunto che "il programma clinico sta seguendo il percorso finalizzato alla presentazione di una domanda di registrazione in tumori NTRK e NSCLC ROS1 ".

Un farmaco scoperto in Italia

La molecola è frutto degli studi del centro ricerche di Nerviano, situato alle porte di Milano, e si basa sulla piattaforma chinasica messa a punto nei laboratori italiani e in grado di generare molecole selettive per i diversi bersagli chinasici attivati. Entrectinib inibisce selettivamente le chinasi TRK, ROS e ALK, presenti in tumori del polmone, del colon, nel neuroblastoma e in molti altri tumori solidi, seppure con ridotta incidenza.

Ciascuna di queste chinasi può diventare un oncogene in conseguenza di alterazioni del DNA che ne inducono l’espressione e l’attivazione in alcuni specifici tumori. I tumori portatori delle chinasi riarrangiate ed attivate sono dipendenti da queste per la proliferazione e la sopravvivenza e l’inibizione da parte di entrectinib ne causa la morte cellulare.

I pazienti idonei al trattamento vanno identificati attraverso uno screening molecolare del tumore, che confermi la presenza del riarrangiamento di uno dei bersagli del farmaco.

Grazie alla sua capacità di attraversare la barriera emato-encefalica, il farmaco si è dimostrato efficace anche per trattare quei pazienti in cui il tumore conduce alla formazione di metastasi cerebrali.

Nel novembre del 2013, il Nerviano Medical Sciences aveva siglato un accordo con Ignytia cedendo i diritti mondiali del farmaco in cambio di un pagamento immediato, pagamenti futuri basati sull’avanzare dello sviluppo clinico e regolatorio, fino a un valore complessivo massimo di 113 milioni di dollari. A parte, poi, saranno riconosciute all’azienda italiana le royalty sulle future vendite del farmaco.

Roche in competizione con Bayer

L'accordo appena concluso da Roche fa seguito a quello analogo concluso da Bayer a novembre con Loxo Oncology, per un valore potenzialmente superiore a 1,5 miliardi di dollari, per lo sviluppo degli inibitori sperimentali del TRK, larotrectinib e LOXO-195, per i pazienti affetti da tumori da fusione TRK.