Roche si è ricordata di essere l’azienda del Bactrim e del Rocefin, due farmaci che hanno fatto la storia dell’antibiotico terapia e della chemioterapia battericida,  ed è tornata ad occuparsi di antibiotici. La multinazionale di Basilea ha annunciato di aver firmato un accordo con la società biotecnologica britannica Discuva per lo sviluppo di nuovi antibiotici contro le infezioni da batteri Gram negativi multi resistenti.

In base all’accordo, Roche avrà accesso alla piattaforma tecnologica  SATIN di Discuva per l’identificazione di nuove molecole. La società svizzera verserà  alla biotech britannica una somma immediata pari a 16 milioni di dollari, più altre somme fino a 175 milioni di dollari per prodotto al raggiungimento di determinate milestone di sviluppo e commercializzazione e royalty sulle vendite.

La tecnologia  SATIN  (Selective Antibiotic Target IdentificatioN) di Discuva è una piattaforma di sequenziamento di nuova generazione e bioinformatica applicata a librerie di trasposoni batterici. La tecnologia è in grado di identificare nuovi target batterici e selezionare molecole in grado di colpire i bersagli terapeutici identificati.

L’accordo rientra nella nuova strategie di Roche che solo di recente ha deciso di rifocalizzarsi nel campo delle malattie infettive. L’idea dell’azienda è quella di concentrarsi sullo sviluppo di nuovi antibiotici per patogeni specifici multiresistenti, da utilizzarsi in ospedale, piuttosto che su antibiotici ad ampio spettro come aveva fatto precedentemente.

Il problema della farmaco resistenza delle infezioni da batteri Gram negativi è in crescita ma non sta ricevendo molta attenzione come quello delle infezioni da batteri Gram positivi. I batteri Gram negativi ai quali è indirizzata la tecnologia di Discuva sono Pseudomonas aeruginosa, Acinetobacter baumannii, Klebsiella pneumonia, Escherichia coli, e Neisseria gonorrhoeae.

In realtà è già da qualche tempo che Roche è tornata a occuparsi di antibiotici e, ad esempio, lo scorso mese di novembre ha chiuso un accordo del valore massimo di $560 milioni con la svizzera  Polyphor per assicurarsi la proprietà di un programma di fase II volto allo sviluppo di una nuova classe di antibiotici a base della tecnologia macrociclica.

Il ritorno di Roche agli antibiotici si era per ora focalizzato sul POL7080, un antibiotico di Fase II che combatte le infezioni da Pseudomonas aeruginosa acquisite in ospedale. Polyphor ha lavorato su macrocicli, una nuova classe di farmaci anulari sinteticamente ingegnerizzati che sono più grandi di piccole molecole tradizionali, con più della potenza trovato nel biologici di grandi molecole.

Roche aveva abbandonato  lo sviluppo di nuovi antibiotici nel 1999, come d’altronde fecero numerose altre big pharma, come ad esempio Pfizer. Ma John Reed, il nuovo capo di Roche del gruppo Pred (Pharma Early Research and Development ) con sede a Basilea, ha segnalato recentemente che il gigante farmaceutico era interessato a mettere a punto nuove linee di ricerca per gli antibiotici che potrebbero combattere i batteri che si trovano negli ospedali, farmaci ad alto costo che offrono maggiori attrattive alle aziende.