Poter conquistare una fetta di un fatturato superiore ai 10 miliardi di dollari costituisce un incentivo molto forte a fare ricerca. Per questa ragione, Sandoz, una delle non molto aziende impregnate nel settore dei biosimilari e un leader in questa area di ricerca. Ha reso noto di aver iniziato uno studio di fase III che valuterà la versione biosmilare di adalimumab, sviluppata dal gigante svizzero, contro il farmaco originale, commercializzata da AbbVie.

Si tratta dell’ottavo studio iniziato da Sandoz in questa area, per valutare coimp0lessivamente sei molecole, una delle quali è il biosimilare di adalimumab.
Scopo dello studio sarà di dimostrare l’equivalenza in termini di efficacia e immunogenicità del farmaco biosimilare rispetto all’originator. Lo studio verrà condotto in pazienti con psoriasi a placche.
Gli altri biosimilari in sviluppo da parte di Sandoz sono quelli di etanercept e rituximab.

Nel 2012 il mercato mondiale dei biosimilari si stima sia stato di circa 2 miliardi di dollari, che nel 2013 dovrebbero essere arrivati a circa $2,7 miliardi. Nel 2018, le vendite di questi farmaci potrebbero raggiungere i $19,4 miliardi con un tasso annuo composto di crescita (CAGR) del 36,6% (periodo 2009-2018).

Attualmente, Sandoz detiene circa il 50% del mercato mondiale dei biosimilari e ha in commercio tre molecole: filgrastim, ormone della crescita ed epoietina. Sin qui, questo tre farmaci biosimilari sono stati utilizzati per oltre 100 milioni di giorni paziente.