Con un comunicato, Sanofi ha reso noto che intende attuare un piano di riorganizzazione delle proprie attività situate in Francia che richiederà tre anni per andare a regime e che entro il 2015 prevede l’eliminazione di 900 posti di lavoro. La riorganizzazione interesserà anche Sanofi Pasteur, società del gruppo Sanofi specializzata nei vaccini.

L’azienda intende discutere con le parti sociali come realizzare la ristrutturazione ma ha già fatto sapere che vuole ricorre a prepensionamenti, proposte di mobilità e trasferimenti ad altri centri francesi sempre di Sanofi.

Attualmente, in Francia Sanofi dà lavoro a 18 mila dipendenti. Nei prossimi giorni la società presenterà il piano alle parti sociali. In Francia la reazione al piano è stata molto dura sia da parte del mondo politico che sindacale. Fonti sindacali fanno sapere che una manifestazione di protesta è prevista a Parigi per il prossimo 3 ottobre.

Le voci sul piano di riorganizzazione di Sanofi per le attività francese nel corso dell’estate erano state numerose. Prima, il quotidiano Figarò aveva parlato di 2000 esuberi. Poi il ministro dell’industria, Arnaud Montebourg, che a luglio aveva rivelato il piano di riorganizzazione, ha fatto sapere che l’azienda ha deciso di seguire le indicazioni del Governo riducendo l’ipotesi iniziale, portando gli esuberi prima a 1370 e adesso a 900.

L’azienda ha fatto sapere che non intende chiudere nessuno dei propri centri produttivi ma che vuole riorganizzare la propria ricerca creando un network con centri accademici e private. In particolare, il centro ricerche di Tolosa potrebbe essere ceduto a qualche società già identificata che dovrebbe preservare la capacità scientifica e tecnologica dell’insediamento. A Tolosa lavorano circa 640 ricercatori il cui numero però non rientra nel conteggio dei 1500 esuberi.

D’altro canto, il centro di Montpellier evolverà progressivamente in centro focalizzato sulle attività di sviluppo mentre I centri di  Vitry/Alfortville, Chilly-Mazarin/Longjumeau e Lione, dal punto di vista occupazionale rimarranno così come sono.  Le attività di ricerca nei primi due dovrebbero aumentare e a Lione si concentrerà la ricerca sulle malattie infettive. Parallelamente, il centro di Strasbourg manterrà le sue caratteristiche di centro hub per le collaborazioni con i centri accademici e le società biotech.

Le organizzazioni sindacali si dicono molto preoccupate per il destino di  Toulouse e Montpellier. Dal 2008, da quando è arrivato il nuovo amministratore delegato Chris Viehbacher, l’azienda ha già ridotto di 4mila unità la propria forza lavoro in Francia.