Qualche settimana fa il management di sanofi lo aveva annunciato: compreremo una società americana e siamo disposti a investire fino a 20 miliardi di dollari. I nomi che giravano erano tre: Allergan, Biogen e Genzyme.

Adesso, la preda sembra possa essere proprio Genzyme, la biotech di Boston specializzata nei farmaci per le malattie rare. Questa indiscrezione è stata pubblicata sul Wall Street Journal. Secondo quanto riporta la testata americana,  la multinazionale francese avrebbe fatto un'offerta per Genzyme del valore di 20 miliardi di dollari. Secondo quanto trapelato, i colloqui sarebbero ancora in una fase ancora molto preliminare. Le due aziende non hanno commentato la notizia che per ora va considerata un rumor di mercato.

Genzyme è una delle più grandi biotech a livello mondiale, specializzata in farmaci per le malattie rare. Occupa circa 12.500 persone, tra cui moltissimi ricercatori, e lo scorso anno ha generato ricavi per 4,52 miliardi di dollari.

Sanofi Aventis, invece, è la quarta più grande società farmaceutica, con vendite che lo scorso anno hanno raggiunto i 35,5 miliardi di dollari. Come tutte le big parma, però, deve confrontarsi con brevetti che scadono e nuovi farmaci difficili da mettere a punto.
Proprio lo stesso giorno dell'annuncio dell'interesse per Genzyme, l'Fda ha approvato la versione generica di enoxaparina, un farmaco anticoagulante di sanofi aventis che genera vendite annue per 3,9 miliardi di dollari.
Alla fine del prossimo anno, invece, in Usa scadrà il brevetto di Plavix (clopidogrel) un farmaco che sanofi commercializza insieme a Bristol-Myers Squibb e che lo scorso anno ha generato vendite per 6,6 miliardi di dollari, di cui oltre la metà in Usa. In alcuni paesi europei Plavix è già stato genericato.

Ecco perché sanofi sta cercando qualche biotech per incrementare il proprio listino e, soprattutto, per portarsi a casa le competenze per sviluppare nuovi farmaci biologici, che sembrano essere l'El dorado della farmaceutica.

Alla diffusione della notizia le azioni di Genzyme sono schizzate verso l'alto del 15% arrivando a 62,57 dollari, portando la capitalizzazione di borsa della società a 16,7 miliardi di dollari. Dopo le traversie legate a problemi produttivi non ancora completamente risolti, negli ultimi 2 anni le azioni di Genzyme avevano perso circa un terzo del valore.

Nel giugno del 2008, a causa della presenza di contaminazione virale, l'azienda aveva dovuto bloccare la produzione dell'impianto di Allston Landing, una località nelle immediate vicinanze di Boston, nello stato del Massachusetts. Il ceppo virale trovato nell'impianto, il Vesivirus 2117, finora non ha mai causato infezioni nell'uomo ma avrebbe potuto interferire con la crescita delle cellule utilizzate per la produzione di farmaci biologici.

Questi problemi hanno determinato una carenza dei farmaci Cerezyme e Fabrazyme, alla quale non è ancora stato posto completamente rimedio.
Inoltre, proprio per evitare che il farmaco mancasse, l'Fda e l'Ema hanno accelerato l'approvazione di altri due farmaci simili a Cerezyme, il che, da un punto di vista strettamente economico, è stato un ulteriore danno per l'azienda di Boston.

Quanto potrebbe valere realmente Genzyme? Se ci si basa sui parametri di altre acquisizioni,  20 miliardi sono ancora pochi. Roche ha comprato Genentech pagandola 6,5 volte il giro d'affari. AstraZeneca aveva acquisito Medimmune a un valore pari a 11 volte le vendite della società biotech.
Alcuni analisti di Morgan Joseph, una banca di investimenti di New York , ritengono che Genzyme possa valere un multiplo di 5-6 volte le vendite, che il prossimo anno si stima possano essere di circa 4,6 miliardi di dollari. Ciò porterebbe il valore teorico di Genzyme a circa 27 miliardi di dollari, cioè il 35% in più di quanto avrebbe offerto sanofi.

Ci sono però alcune questioni irrisolte che potrebbero spingere verso il basso il valore di Genzyme. Prima fra tutte gli standard di qualità della produzione dell'impianto biotecnologico di Alsston, per i quali l'Fda ha già multato l'azienda.

Se Sanofi continuerà la sua caccia a Genzyme, dovrà vedersela anche con Carl C. Icahn e Ralph Whitworth, i due finanzieri che recentemente hanno acquisito quote rilevanti di Genzyme e stanno cercando di rilanciare l'azienda per poi venderla. Ichan attualmente possiede circa 4,8 milioni di azioni di Genzyme che ha pagato tra i 47 e i 56 dollari. Per lui la vendita al prezzo attuale (62,57 dollari per azione) sarebbe quindi già un affare. Ma si sa, i miliardari hanno il senso degli affari, se no sarebbero ....dei semplici milionari!