Sanofi compra Bioverativ e gli antiemofilia long acting ex-Biogen

La francese Sanofi ha siglato un accordo del valore di 11,6 miliardi di dollari per l'acquisizione di Bioverativ, la società nella quale sono confluiti i farmaci antiemofilia di Biogen. Sanofi si rafforza così nel campo delle malattie rare dove è già presente con la sua divisione Genzyme.

La francese Sanofi ha siglato un accordo del valore di  11,6 miliardi di dollari per l’acquisizione di Bioverativ, la società nella quale sono confluiti i farmaci antiemofilia di Biogen. Sanofi si rafforza così nel campo delle malattie rare dove è già presente con la sua divisione Genzyme.

Sanofi ha accettato di acquistare tutte le azioni in circolazione di Bioverativ per $105 per azione in contanti, riconoscendo un premio del 64 per cento al prezzo di chiusura di Bioverativ del 19 gennaio 2018.

Sanofi si aspetta che l'acquisizione accrediti immediatamente il proprio utile d' esercizio per azione nell' intero esercizio finanziario 2018 e fino al 5% per l' anno successivo.

"Con Bioverativ, leader nel mercato dell' emofilia in crescita, Sanofi rafforza la sua presenza nelle cure specialistiche e nella leadership nelle malattie rare, in linea con la sua Roadmap 2020, e crea una piattaforma per la crescita in altri disturbi del sangue rari" ha dichiarato Olivier Brandicourt, amministratore delegato di Sanofi.

"Insieme, abbiamo una grande opportunità per portare farmaci innovativi ai pazienti in tutto il mondo, basandoci sul successo di Bioverativ nel guidare nuovi standard di cura con le sue terapie di sostituzione" ha aggiunto.

Da tempo Sanofi era alla ricerca di acquisizioni in grado di rafforzarla. Non ce l’aveva fatta con Medivation e Actelion, anche per gli alti costi che avevano raggiunto le due transazioni.

Bioverativ è nata lo scorso anno quando Biogen aveva scorporato i propri farmaci antiemofilia creando una società ad hoc e quotandola in borsa. Attualmente il listino di Bioverativ comprende Eloctate (emofilia A) e Alprolix (emofilia B), farmaci frutto di una precedente collaborazione con la svedese Sobi.

Nel terzo trimestre del 2017 il fatturato generato da questi due farmaci è stato di 274 milioni di dollari e nel 2017  il fatturato globale dell’azienda dovrebbe superare il miliardo di dollari.

A parte i due farmaci già citati, Bioverativ è impegnata nella ricerca sull’emofilia con una nuova terapia genica sviluppata attraverso un accordo con il San Raffaele-Telethon Institute for Gene Therapy (TIGET). La collaborazione si basa su vettori lentivirali, ottenuti dall'ingegnerizzazione del virus HIV per trasportare nelle cellule dei pazienti versioni funzionanti di quei geni che quando difettosi sono responsabili di specifiche malattie. La strategia per l’emofilia ideata dal Tiget prevede che il vettore lentivirale sia somministrato direttamente nell'organismo e venga  diretto alle cellule del fegato.

Sanofi è già presente nel settore dell’emofilia. Alcuni anni fa aveva siglato un accordo di collaborazione con Alnylam per avere i diritti in alcuni Paesi su fitusiran, una terapia sperimentale basata sulla RNA interference (RNAi) sviluppata per il trattamento dell’emofilia A e B. Una volta approvato, il farmaco consentirà trattamenti mensili  o bimestrali, un vero progresso rispetto ai trattamenti bisettimanali attuali. Pochi giorni fa l’accordo è stato modificato e Sanofi si è aggiudicata i diritti mondiali sul farmaco.

Il mercato dell’emofilia vale circa 10 miliardi di dollari di vendite annue, e attualmente a livello mondiale si stima siano 180mila le persone trattate con i farmaci. L’emofilia rappresenta il più grande mercato per le malattie rare ed è destinato a crescere di oltre il 7% all' anno fino al 2022. L'evoluziuone attuale è rappresentata dalle terapie long acting, sono in arrivo nuovi farmaci, come emicizumab, e sono all’orizzonte anche le terapie geniche e quelle che agiscono sull’RNA.