Sanofi fa sua la belga Ablynx portandola via a Novo, affare da €3,9 mld

Non contenta di aver acquisito Bioverativ per 11,6 mld per avere accesso ai farmaci antiemofilia, oggi Sanofi ha formalizzato l'acquisizione del gruppo biotecnologico belga Ablynx, alla ricerca di una nuova fonte di crescita.

Non contenta di aver acquisito Bioverativ per 11,6 mld per avere accesso ai farmaci antiemofilia, oggi Sanofi ha formalizzato l’acquisizione del  gruppo biotecnologico belga Ablynx, alla ricerca di una nuova fonte di crescita.

Sanofi si è aggiudicata Ablynx con un esborso di  3,9 miliardi di euro ($4,8 miliardi),. L’azienda francese pagherà 45 euro pe rogni azione Ablynx, un premio dei 21,2% sulla quotazione di borsa di venerdì scorso.

Qualche giorno fa, Novo Nordisk era uscita allo scoperto rivolgendosi direttamente agli azionisti di Ablynx (visto che il management della società belga non era propenso a cedere la società a quel prezzo) proponendosi come acquirente, ma a una somma molto inferiore ($3,1 mld). L'offerta di Sanofi, cui con Ablynx stava quasi certamente già trattando, è superiore di quasi il 50% a quella di Novo Nordisk.

Ablynx si è specializzata nella ricerca di nuovi farmaci basati su nano-corpi trovati nei sistemi immunitari di lama e alpaca, per i quali collabora con alcune delle più grandi aziende farmaceutiche del mondo.

L’obiettivo principale di Sanofi è assicurarsi il caplacizumab, farmaco sperimentale per la porpora trombocitopenica acquisita, una malattia rara caratterizzata dalla formazione di trombosi sistemica nel microcircolo, anemia emolitica, piastrinopenia e ischemia multiorgano, con elevata incidenza di complicanze potenzialmente fatali. Il farmaco andrebbe a integrare la linea di farmaci antiemofilia, appena acquisiti.

La tecnologia Nanobody di Ablynx
I nanobodies sono una nuova classe di proteine terapeutiche proprietarie basate su frammenti di anticorpo che contengono le proprietà strutturali e funzionali uniche degli anticorpi presenti in natura.

La tecnologia Nanobody è stata originariamente sviluppata in seguito alla scoperta e all'identificazione che i camelidi (ad esempio cammelli e lama) posseggono anticorpi completamente funzionanti che consistono solo in catene pesanti e quindi mancano delle catene leggere. Questi anticorpi a catena pesante contengono un singolo dominio variabile e due domini costanti.

I singoli domini variabili, clonati e isolati, hanno piena capacità di legame con l'antigene e sono molto stabili, al pari degli anticorpi completi, ma grazie alle loro dimensioni ridotte e della loro struttura unica, sono elementi costitutivi ideali per la generazione di nuovi farmaci biologici con molteplici vantaggi competitivi rispetto ad altre molecole terapeutiche attualmente disponibili.