- Il settore farmaceutico "può dare un aiuto importante all'economia del Paese e va perciò valorizzato". Lo sottolinea il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, commentando il calo del Pil del primo trimestre 2013.


"Mi auguro che si punti velocemente - rileva Scaccabarozzi a margine della presentazione del V Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici - su quei settori che possono dare un ritorno in termini di crescita, alla quale noi possiamo contribuire. Ci auguriamo - prosegue - che il governo prenda le decisioni giuste e veda nel nostro, un settore che può dare un contributo, a patto che vengano però rimossi i 'lacci e lacciuoli' che ci sono stati imposti in questi anni e che hanno portato alla perdita di addetti e investimenti".


Infatti, ricorda, "sono 11mila gli addetti persi in 5 anni e 1000 solo nell'ultimo anno, con un calo del 23% degli studi clinici". Inoltre, afferma il presidente di Farmindustria, "abbiamo più di un terzo dei fatturati bloccati".
In riferimento poi al decreto sui debiti della P.A., ieri licenziato alla Camera, "é paradossale - commenta Scaccabarozzi - che in Italia debba esserci una legge per i pagamenti previsti. Ad ogni modo, in attesa della definitiva approvazione del decreto - conclude - molte Regioni che anche potrebbero pagare i debiti, stanno invece attendendo".

Velocizzare l'iter per la messa in commercio e l'effettiva disponibilità dei farmaci in Italia, a partire da quelli innovativi per patologie come i tumori. E' la richiesta ribadita dal presidente di Farmindustria Massimo Scaccaborozzi che, a margine della presentazione del V Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici, sottolinea come questo rappresenti un "problema tutto italiano".
"In Italia i malati oncologici soffrono, purtroppo, anche di problematiche burocratiche: da noi - afferma Scaccabarozzi - i nuovi farmaci arrivano, infatti, in media 2 anni e mezzo dopo rispetto agli altri Paesi, e ciò a causa dei tempi per i processi autorizzativi centrale e regionali". In media, sottolinea, "dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale sul nuovo farmaco alla sua effettiva disponibilità nelle Regioni passano 340 giorni, con molte differenze sul territorio. Uno dei maggiori problemi è dunque l'approvazione e l'accesso a livello regionale".


La richiesta al ministro della Salute è quindi di velocizzare l'iter di autorizzazione per i farmaci: "Una volta approvato il farmaco a livello centrale - conclude Scaccabarozzi - non dovrebbe cioé esserci bisogno di un secondo e ulteriore passaggio di approvazione da parte delle Regioni".