Scopriamo la pipeline di AstraZeneca che festeggia la ritirata di Pfizer

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Non fa mistero della sua soddisfazione e in un comunicato AstraZeneca fa sapere che apprende con piacere la decisione di Pfizer di lasciar perdere il tentativo di acquisire la società britannica. Attraverso il chairman Leif Johansson, l’azienda dice che così avrà modo di focalizzarsi sulla propria pipeline che avrà maggiori chance di successo all’intero di una società indipendente.

"Abbiamo prospettive di crescita molto interessanti e una pipeline che sta avanzando in fretta” dice il manager “nei prossimi mesi renderemo noti i nuovi dati dei farmaci che fanno parte delle nostre aree terapeutiche più strategiche e che andranno ad avvalorare la nostra fiducia nella crescita a lungo termone del nostro business".

Secondo la testata Business Weekly, la decisione di Pfizer di porre fine alla ricerca di un accordo con AstraZeneca potrebbe innescare un boom senza precedenti di spesa in ricerca scientifica nell’area di Cambridge e più in generale nel Regno Unito. Attualmente, AstraZeneca si sta organizzando per spostare la propria sede nel Regno Unito e il rafforzato centro di ricerca e sviluppo presso il Campus Biomedico di Cambridge, una mossa che entro il 2016 dovrebbe creare 2.000 posti di lavoro.

Alcune fonti suggeriscono anche che ci potrebbe essere un'accelerazione di partnership a livello locale e globale progettate per accelerare al massimo il completamento di alcuni progetti di ricerca fondamentali per il futuro dell’azienda. Recentemente, il ceo di AstraZeneca Pascal Soriot ha annunciato una previsione a 10 anni che prevede un aumento del 75 per cento delle vendite entro il 2023 dicendo anche che le partnership saranno fondamentali per raggiungere tale obiettivo.

Nel frattempo, Business Weekly prevede che Pfizer cercherà di corteggiare e far vacillare almeno una parte degli azionisti di AstraZeneca, al fine di far riaccendere le trattative per una fusione. Sempre Business Weekly suggerisce che questa azione culminerà tra sei mesi (prima la legge britannica non consentirebbe a Pfizer di rilanciare, solo per decisione di AstraZeneca le trattative potrebbero riprendere tra tre mesi) in un nuovo tentativo a circa 60 sterline per azione.

In attesa di sapere cosa accadrà tra sei mesi, vediamo da vicino la pipeline di AstraZeneca. A detta degli esperti, i prodotti da tenere d’occhio sono cinque.

MEDI4736
L’anticorpo anti PD - L1 di AstraZeneca noto per ora con la sigla MEDI4736 è senza dubbio il fiore all'occhiello della sua pipeline e fornisce all'azienda la possibilità di competere con i prodotti immuno oncologici che appartengono alla prima generazione di inibitori del checkpoint.
MEDI4736 è un anticorpo che attacca il checkpoint immunitario PD-1/PD-L1, utilizzato da molti tumori per respingere gli attacchi da parte delle cellule T killer.

La competizione in questo settore della medicina vede impegnate anche Bristol- Myers Squibb, Merck & Co. e Roche che sembrano avere un certo vantaggio sull’azienda britannica.

Come farà AstraZeneca a distinguere MEDI4736 dai prodotti concorrenti? Un punto di differenziazione, sostiene la società, è il potenziale per MEDI4736 di diventare il primo anticorpo anti PD-1/PD-L1 approvato per il cancro al polmone non a piccole cellule in fase III in pazienti già sottoposti a chemioterapia.

Questa indicazione, da sola, secondo gli esperti rappresenta un potenziale economico di 2 miliardi di milioni dollari l’anno, anche se questa strada potrebbe essere seguita anche da altri competitor della stessa classe.

Tremelimumab
Altro farmaco dell’azienda britannica che appartiene all’area della immunooncologia è tramelimumab. Il farmaco è un anticorpo monoclonale (mAb) umano diretto contro CTLA-4 e agisce con un duplice meccanismo d’azione: da un lato stimola attivamente il sistema immunitario potenziando l’attività dei linfociti T effettori del paziente, dall’altro blocca l’attività delle cellule T regolatorie che fisiologicamente “spengono” la risposta del sistema immunitario, impedendone un protratto stato di attivazione. Con questo trattamento il sistema immunitario del paziente viene quindi attivamente stimolato e messo in grado di combattere in modo più aggressivo ed efficace il tumore.

Il farmaco - ottenuto, per ironia della sorte,  in licenza da Pfizer - è il secondo anticorpo anti- CTLA4 in sperimentazione clinica. L'altro è ipilimumab di Bristol- Myers Squibb, già approvato per il trattamento del melanoma e che viene testato anche in una serie di altri tumori come agente combinazione.

La tesi che i farmaci anti-CTLA4 potrebbero diventare le terapie di ' backbone ' nella immuno oncologia negli ultimi mesi ha perso parte del suo fascino a causa della debolezza dei dati presentati da Bristol-Myers Squibb nel cancro del polmone. Detto questo, tremelimumab offre ad AstraZeneca un'opportunità di combinazione con altri farmaci che Merck e Roche non hanno.

AZD9291
il farmaco è un inibitore irreversibile della tirosin-chinasi di EGFR ed è concepito essenzialmente per il trattamento di quei pazienti affetti da tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) che sviluppano resistenza agli inibitori di EGFR attualmente disponibili.
In oncologia, l’EGFR è un bersaglio interessante ed ampiamente validato. La scoperta del ruolo dell’EGFR ha comportato un  radicale cambiamento nel tipo di terapia da somministrare ai pazienti, permettendo l’introduzione di inibitori della tirosinchinasi (TKi) in luogo della chemio a base di platino.

Circa il 50%-60% dei pazienti interessati mostra però una mutazione chiamata T790M, mutazione che fa si che il tumore si mostri resistente a farmaci quali erlotinib, afatinib o gefitinib. Il fatto che circa metà dei pazienti non tragga beneficio dalla prima generazione di EGFR inibitori ha come ovvia conseguenza il fatto che sia necessario un nuovo tipo di farmaco che riesca a superare questa mutazione.

AZD9291 è attivo contro la mutazione T790M dell’EGFR, oltre che sulle altre mutazioni di questo gene. La progressione di AZD9291 nella fase di sviluppo più avanzata, per poi passare al deposito alle autorità regolatorie e infine all’immissione in commercio è probabile che avvenga rapidamente nel corso dei prossimi 12-18 mesi.

L’azienda dovrà però vedersela con Clovis Oncology, una piccola società biotech americana che sta sviluppando un farmaco concettualmente simile (CO-1686). Entrambi i prodotti hanno ottenuto lo status di breaktrough therapy dall’Fda, ma è AstraZeneca in leggero ritardo sullo sviluppo rispetto a Clovis. Solo dopo il congresso Asco sapremo la vera situazione competitiva tra i due farmaci.

Combinazione di farmaci anti diabete (SGLT-2/DPP-4)
Dopo aver acquisito la quota della joint venture in mano a Bristol- Myers Squibb, AstraZeneca è diventata un player globale nel settore del diabete. Questo però sulla carta perché il vero potenziale dei suoi farmaci deve ancora essere dimostrato.

Le cose potrebbero presto cambiare perché AstraZeneca potrebbe essere la prima società ad ottenere l’approvazione la combinazione di un inibitore di SGLT - 2 e un DPP -4 inibitore ( dapagliflozin e saxagliptin). AstraZeneca pensa di poter ottenere l’approvazione della combinazione già entro la fine dell'anno, scavalcando Eli Lilly e Boehringer Ingelheim in questa particolare gara .

I dati top line divulgati di recente per la combinazione dapagliflozin / saxagliptin sembrerebbero dimostrare un'efficacia comparabile a liraglutide di Novo Nordisk, ma con la comodità di una somministrazione orale . Sarà importante vedere i dati circa la perdita di peso ottenuta con questa combinazione di farmaci che verranno presentati tra poche settimane al congresso annuale dell’Ada (13-17 Giugno ) .

Benralizumab
Una delle opportunità più interessanti per AstraZeneca è nell’area respiratoria, dove l’azienda ha una presenza ben consolidata grazie al farmaco budesonide / formoterolo che nel mercato statunitense sta vivendo una sorta di rinascita.

"Mentre noi crediamo 8 miliardi dollari di previsione delle vendite al picco per i farmaci dell’area respiratoria può essere un tantino ottimistica, anche tenendo conto dell'avvio lento di Breo Ellipta di Gsk e della forte concorrenza all'interno delle combinazioni LAMA / LABA e LAMA / LABA / ICS, continuiamo a ritenere che i biologici dell’area respiratoria di AstraZeneca siano ampiamente sottovalutati ", suggerisce Leerink Swann analista della società Seamus Fernandez.

Uno di questi prodotti - l'anti IL- 5R anticorpo benralizumab, sviluppato per il trattamento dell’asma grave.
Il farmaco è un anticorpo monoclonale di tipo murino sviluppato dalla MedImmune (società acquisita anni fa da AstraZeneca) per il trattamento dell'asma. Esso agisce contro la catena alfa del recettore dell'interleuchina 5 (CD125). L’azienda ne prevede un potenziale di 2 miliardi dollari di vendite annue.

Gli investitori dovranno però aspettare un po ' di tempo per vedere se questa previsione è azzeccata, visto che i dati di Fase III saranno pubblicati solo nel 2016.

Gli analisti di Bloomberg Industries hanno sottolineato che i dati del recente incontro dell'American Thoracic Society ne preannunciano un profilo convincente e differenziante dalla concorrenza.  Non solo il composto in ha un regime posologico di una iniezione ogni otto settimane (contro il dosaggio mensile per i principali rivali), ma benralizumab  ma il farmaco agisce attaccando le cellule immunitarie, piuttosto che semplicemente inibendo la loro attivazione, contribuendone a delineare un profilo potenziale di best in class.

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