Servier inaugura la sua filiale Usa votata all'oncologia: si trova a Boston capitale mondiale del biotech

Dopo aver acquisito il business oncologico di Shire per $2,4 mld, poco pi¨ di un anno fa, la casa farmaceutica francese Servier ha avuto la strada spianata per accedere al mercato statunitense in un primo momento non contemplato nei piani di sviluppo. L'azienda ha appena inaugurato la sua filiale nordamericana a Boston e inizialmente si concentrerÓ sui farmaci oncologici.

Dopo aver acquisito il business oncologico di Shire per $2,4 mld, poco più di un anno fa, la casa farmaceutica francese Servier ha avuto la strada spianata per accedere al mercato statunitense in un primo momento non contemplato nei piani di sviluppo. L’azienda ha appena inaugurato la sua filiale nordamericana a Boston e inizialmente si concentrerà sui farmaci oncologici.

I suoi programmi nel settore comprendono i farmaci ereditati da Shire, pegaspargase per il trattamento della leucemia linfoblastica acuta, i diritti al di fuori degli Usa per irinotecan in formulazione liposomiale pegilata per il carcinoma pancreatico e calaspargase pegol, sempre per la leucemia linfoblastica acuta e approvato dalla Fda lo scorso dicembre.
A questi prodotti vanno aggiunti una dozzina di progetti in oncologia che Servier ha attualmente in sviluppo clinico negli Stati Uniti.

Nuova filiale negli Stati Uniti
Nonostante sia presente in oltre 100 paesi, la compagnia francese finora non era entrata negli Stati Uniti. Il suo accordo con Shire ha cambiato la situazione, dandole l’opportunità di avere una presenza commerciale immediata nel primo mercato farmaceutico mondiale.

La filiale nordamericana è situata a Boston e al momento è ancora relativamente piccola. L’azienda per ora ha assunto poco più di 100 dipendenti impiegati in ricerca e sviluppo e ruoli commerciali e ha pianificato di raddoppiare gradualmente le dimensioni nei prossimi cinque anni. A livello globale conta 22mila dipendenti e lo scorso anno ha ottenuto entrate per circa $4,7 mld, derivate dalla vendita sia di farmaci di marca che di generici.

«Essere a Boston, vicino agli accademici e a molte compagnie biotech è importante», ha affermato Olivier Laureau, presidente della Servier Foundation e del Servier Group. «Questo è uno dei migliori hub mondiali per la biotecnologia e se vogliamo avere una presenza globale, dobbiamo essere negli Stati Uniti».

La nuova filiale, chiamata Servier Pharmaceuticals, è stata affidata alla guida di David Lee, in precedenza responsabile per le malattie genetiche e l'oncologia in Shire. «Queste opportunità sono rare in questo settore», ha detto in un'intervista, osservando che è raro trovare un’azienda delle dimensioni di Servier che non sia presente negli Usa.

Lee ha anche mostrato di gradire l’impostazione societaria. Negli anni '70 il fondatore Jacques Servier ideò una strategia per mantenere l'azienda indipendente, che ora è governata da una fondazione no-profit, la Servier International Research Foundation, che detiene il 52% della società, mentre alcune organizzazioni francesi senza fini di lucro possiedono il restante 48%, realizzando una struttura proprietaria che evita la pressione degli azionisti e il pagamento di dividendi.

«Siamo pronti per il futuro», ha detto Lee. «Essendo un’azienda autonoma e autofinanziata, non è possibile rilevarla e questo significa che possiamo fare piani a lungo termine». E parte di questa libertà di gestione include un reinvestimento annuale del 25% delle entrate in ricerca e sviluppo, ha aggiunto Laureau.

Oncologia in primis, ma non solo
Storicamente Servier si è concentrata più che altro su mercati emergenti come Cina, Russia e Brasile. In Cina è presente da 40 anni ed è il mercato dove realizza le maggiori vendite. A detta di Lee finora non è entrata negli Stati Uniti perché non era certa del miglior modo per farlo, ma l’accordo con Shire ha fornito un accesso diretto.

I farmaci contro il cancro saranno la priorità nel breve termine, con possibilità di espansione future nei settori della neuropsichiatria, malattie infiammatorie e cardiovascolari e diabete. «Saremo aperti ad altre aree terapeutiche tra queste cinque, ma sinceramente in questa fase di rapida crescita vorrei che ci concentrassimo sull'oncologia», ha dichiarato Lee.

Non verranno tralasciate le eventuali opportunità di collaborazione, dato che sempre a Boston l’azienda ha anche stabilito il primo ufficio della rete Servier BioInnovation, un'entità legale separata dalla società madre con particolare attenzione all'innovazione esterna e alle partnership.

Claude Bertrand, responsabile della ricerca e sviluppo, ha detto che la società era consapevole della necessità di avere un punto d'appoggio negli Stati Uniti, per portare avanti accordi e partnership, come quelle consolidate con aziende farmaceutiche grandi e piccole, tra cui Novartis, Allogene Therapeutics, Ipsen, MacroGenics e Symphogen.Senza dimenticare le collaborazioni con istituzioni accademiche dell'area di Boston, tra cui il Massachusetts Institute of Technology.