Servier rafforza il suo impegno nella ricerca in oncologia

L'azienda francese Servier sta concludendo una serie di accordi e alleanze finalizzati a costruire una robusta pipeline oncologica che, per le prospettive di sviluppo futuro di Servier, Ŕ destinata ad assumere sempre maggiore importanza. Una delle novitÓ in tal senso sono le CAR-T cell, l'innovativa terapia cellulare a base di linfociti geneticamente modificati, di cui Servier ha acquisito i diritti esclusivi da Cellectis. Le terapie cellulari che sfruttano la tecnologia CAR-T cell rappresentano la nuova frontiera per combattere alcune forme di cancro.

Accanto alla cardiologia, da sempre uno dei punti di forza dell’azienda, la fondazione francese  Servier rafforza il suo impegno nella ricerca in una nuova area terapeutica.  Parliamo dell’oncologia, settore in cui Servier è già presente con una chemioterapia per via orale, indicata per la fase avanzata di cancro del colon retto e costituita dalla combinazione di trifluridina e tipiracil.

L’azienda d’oltralpe sta infatti concludendo una serie di accordi e alleanze finalizzati a costruire una robusta pipeline oncologica che, per le prospettive di sviluppo futuro di Servier, è destinata ad assumere sempre maggiore importanza.

Una delle novità in tal senso sono le CAR-T cell, l’innovativa terapia cellulare a base di linfociti geneticamente modificati, di cui Servier ha acquisito i diritti esclusivi da Cellectis. Le terapie cellulari che sfruttano la tecnologia CAR-T cell rappresentano la nuova frontiera per combattere alcune forme di cancro. Ad oggi, questa strategia terapeutica, ancora sperimentale, è condizionata dalla necessità di utilizzare cellule autologhe (provenienti dallo stesso paziente).

La peculiarità messa a punto da Cellectis e Servier,  è lo sviluppo di una terapia con cellule allogeniche, che provengono da donatori diversi dal paziente e  sono quindi “universali” (ecco perché si chiamano UCART, cioè Universal CAR-T; nome completo UCART19) e che la differenzia dalle proposte terapeutiche autologhe di Novartis, Kite Pharma, Juno Therapeutics e altre biotech.

Ad oggi, la difficoltà di industrializzare il processo produttivo limita l’accesso a un numero ridotto di pazienti e rende complesso lo sviluppo di studi clinici. Per questo Servier ha recentemente firmato un accordo anche per sviluppare una piattaforma di produzione industriale delle CAR-T cell. 

In Europa, il farmaco è già entrato in sperimentazione nel 2016, con lo studio clinico denominato CALM per valutare la sicurezza, la tollerabilità e l’attività antileucemica di UCART19, in pazienti adulti con leucemia linfoblastica acuta recidivante o refrattaria e con lo studio PALL che si rivolge invece alla popolazione pediatrica.

L’FDA ha ora concesso a questo farmaco il via libera per una Investigation New Drug application, che permetterà di allargare la sperimentazione clinica includendo anche diversi centri americani, tra i quali il celebre MD Anderson Cancer Center di Houston (Texas).

E’ poi di pochi giorni fa un nuovo accordo con la società Vernalis, che riceverà da Servier 2 milioni di euro per lo sviluppo di nuove terapie  in oncologia, a conferma della collaborazione iniziata nel 2007. I farmaci in sviluppo, frutto del successo di questa collaborazione, includono già le terapie target Bcl-2 e Mcl-1 che agiscono sul  meccanismo di apoptosi dei tumori ematologici.