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Servier si espande in campo immuno-oncologico e nelle malattie autoimmuni

Nelle ultime settimane la francese Servier ha firmato due accordi di collaborazione per lo sviluppo di nuove molecole in campo immuno-oncologico e delle malattie autoimmuni.

Nelle ultime settimane la francese Servier ha firmato due accordi di collaborazione per lo sviluppo di nuove molecole in campo immuno-oncologico e delle malattie autoimmuni.

L’accordo più recente risale al 5 gennaio 2017 per la collaborazione con la società biotecnologica Pieris, con sede a Boston,  per lo sviluppo congiunto di nuove molecole in campo immuno-oncologico, in particolare nuovi inibitori di checkpoint immunitario e nuovi programmi terapeutici bispecifici.

In base all’accordo le due società daranno il via a cinque programmi di sviluppo clinico. Il primo riguarderà la molecola conosciuta con la sigla PRS-332, un nuovo inibitore di checkpoint immunitario che agisce su PD-1 in modo bispecifico. Pieris e Servier svilupperanno congiuntamente la molecola e si divideranno i diritti commerciali: la prima potrà commerciare il farmaco negli Stati Uniti, la seconda nel resto del mondo.

Gli altri quattro programmi di sviluppo sono stati definiti da entrambe le aziende e prevedono lo sviluppo di combinazioni di alcuni anticorpi del portfolio di Servier con uno o più proteine denominate Anticalin, una classe di proteine ingegnerizzate in grado di legare determinati ligandi, sviluppate da Pieris attraverso una sua specifica piattaforma.

La tecnologia multispecifica di Pieris permette l’inibizione simultanea di checkpoint nella stessa cellula e potrebbe avere dei vantaggi rispetto ai cocktail di anticorpi monoclonali che agiscono contro differenti checkpoint.

PRS-332 è un nuovo inibitore di PD-1 ad attività bispecifica, costituito da un anticorpo anti PD-1 geneticamente legato a una proteina Anticalin che ha come target un checkpoint non dichiarato. Pieris ha sviluppato la molecola, che attualmente è in fase preclinica di sviluppo, nell’intento di bloccare simultaneamente due checkpoint co-espressi nelle cellule T, per migliorare le attuali terapie anti PD-1.

La collaborazione tra le due aziende potrebbe, inoltre, espandersi con altri programmi di sviluppo clinico. Pieris avrà l’opzione di co-sviluppare e mantenere i diritti commerciali negli Stati Uniti per altri programmi di sviluppo riguardanti PRS-332, mentre Servier sarà responsabile dello sviluppo e della commercializzazione degli altri programmi a livello mondiale.

I termini finanziari dell’accordo prevedono il pagamento immediato di 30milioni di euro da parte di Servier nei confronti della società americana. Pieris potrà ricevere ulteriori fondi per specifici progetti di sviluppo del programma terapeutico.  L’importo totale che Servier dovrà versare a Pieris, inclusi i costi di sviluppo, regolatori e il raggiungimento delle milestone di vendita dei futuri prodotti, potrebbe raggiungere 324 milioni di euro per PRS-332 e fino a 193 milioni di euro per ciascuno dei programmi clinici.

Le due aziende condivideranno i costi dello sviluppo preclinico e clinico di ciascuna molecola in co-sviluppo. In aggiunta, Pieris potrà ricevere royalty a doppia cifra sulle vendite nei territori dove Servier ha i diritti di commercializzazione delle molecole frutto dell’accordo.

“Questa alleanza amplierà significativamente il portfolio di Servier in campo immuno-oncologico, che attualmente si compone di cinque prodotti in fase precoce o avanzata di sviluppo”, spiega Jean-Pierre Abastado, Direttore della R&D Oncologia di Servier. “La riconosciuta esperienza di Servier nello sviluppo di farmaci sarà efficacemente complementare alla tecnologia innovativa sviluppata da Pieris, permettendo alle due Aziende di portare soluzioni di cura innovative per i malati di cancro” aggiunge Abastado. “Servier ha costruito un portfolio in oncologia diversificato e innovativo, che include piccole molecole, anticorpi ingegnerizzati e terapie cellulari per il trattamento di tumori ematologici e solidi”. Il Presidente della  R&D Servier, Emmanuel Canet,  sottolinea che  “L’alleanza di oggi con Pieris aggiunge un’altra dimensione alla nostra strategia di diventare un partner chiave in oncologia, portando diversi farmaci IO bispecifici di nuova generazione alla pipeline di Servier”.

Il secondo accordo, che risale alla fine di dicembre 2016, prevede la collaborazione tra Servier e l’azienda francese OSE Immunotherapeutics per lo sviluppo e la commercializzazione della molecola Effi-7 sviluppata da OSE, un antagonista del recettore dell’interleuchina 7 per la terapie di alcune malattie autoimmuni.

Secondo l’accordo, Servier avrà i diritti di sviluppo e commercializzazione a livello mondiale della molecola. OSE potrà ricevere una somma pari a 272 milioni di euro, inclusi un pagamento immediato di 10,25 milioni di euro più ulteriori pagamenti al raggiungimento di determinati obiettivi, che includono il raggiungimento della fase II nella colite ulcerosa e nella malattia intestinale autoimmune.

Effi-7 è un anticorpo monoclonale che lega la catena alfa del recettore dell’interleuchina 7. La molecola ha un meccanismo d’azione innovativo: blocca l’IL-7 e l’internalizzazione del suo recettore, con un effetto antagonista sui linfociti T patogenetici coinvolti nelle malattie autoimmuni. Questo meccanismo d’azione è stato recentemente confermato negli studi in vitro.

Attualmente il farmaco è in fase preclinica per il trattamento della colite ulcerosa e lo sviluppo fino alla fase II verrà portato avanti anche in base all’EFFIMab consortium, guidato da OSE, in collaborazione con l’University Hospital di Nantes e  PxTherapeutics. Lo sviluppo è cofinanziato da Bpifrance per 9,1 milioni di euro. Servier sarà responsabile dei costi di sviluppo del farmaco dopo la fase II.

In parallelo, Servier sta pianificando l’inizio di studi preclinici sul farmaco anche per la terapia della sindrome di Sjogren, una patologia che riguarda 0.6 individui ogni mille e ad oggi non ha cura.

“Questa partnership dimostra la nostra volontà di concentrare la ricerca su patologie con forti esigenze mediche e di portare soluzioni terapeutiche innovative per i pazienti con malattie auto-infiammatorie. L’accordo dimostra, inoltre, il nostro impegno nella ricerca e l’importanza di partnership con aziende biotech”, spiega Patricia Belissa-Mathiot, Direttore della R&D immune-inflammatory diseases di Servier.

Elisa Spelta



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