La joint venture fra GlaxoSmithKline e Pfizer che prende il nome di ViiV Healthcare ha siglato un accordo con la giapponese Shionogi inerente il nuovo e promettente anti HIV sperimentale dolutegravir e altri inibitori dell’integrasi in fase precoce di sviluppo.

Mentre prima le aziende avevano pattuito di commercializzare insieme il prodotto (che ha già completato con successo la fase III) adesso i diritti sono passati completamente a Viiv. In cambio, Shionogi riceverà il 10% delle azioni di ViiV Healthcare e anche royalties comprese trra il 15 e il 19% delle vendite nonchè un posto nel board dell’azienda.


Nata nel novembre del 2009, ViiV Healthcare è una società internazionale azienda creata da GlaxoSmithKline e Pfizer per farvi confluire i rispettivi farmaci per la lotta contro il virus dell'HIV. ViiV Healthcare ha il suo quartier generale a Londra, mentre la sede statunitense si trova a Research Triangle Park, nel Nord Carolina.  In Italia l’azienda ha sede a Verona.

ViiV Healthcare dispone di un portfolio di dieci farmaci, compresi Epzicom/Kivexa (abacavir solfato+lamivudina) e Selzentry/Celsentri (maraviroc) e Combivi e registra un fatturato annuo di 1,5 miliardi di sterline.

Prima dell’accordo di oggi, GSK deteneva l'85% del capitale di ViiV Healthcare mentre il restante 15% era posseduto da Pfizer. La suddivisione era stata determinata dalla posizione strategicamente più forte di GSK in quest'area. A seguito dell’accordo di oggi, GlaxoSmithKline possiederà il 76,5% di ViiV e Pfizer il 13,5%. A Shionogi invece andrà il 10%.

Dolutegravir
S/GSK1349572 (dolutegravir) è un inibitore delle integrasi (INI) attualmente in sviluppo per il trattamento dell’HIV, sviluppato da parte della joint venture Shionogi-ViiV Healthcare LLC.

Gli inibitori dell’integrasi bloccano la replicazione del virus HIV  impedendo l’integrazione del DNA virale all’interno delle cellule umane (cellule T). Questa fase è essenziale nel ciclo replicativo del virus HIV ed è inoltre indispensabile alla cronicizzazione dell’infezione. In questa fase dello sviluppo di questa terapia sperimentale per l’HIV, il quadro completo di efficacia e sicurezza di dolutegravir non è ancora stato determinato in modo conclusivo.

Fra gli inibitori dell’integrasi ancora in sperimentazione, dolutegravir è uno di quelli che sta dando maggiori speranze, soprattutto perché riesce ad essere attivo anche contro varianti virali divenute resistenti all’unico altro inibitore dell’integrasi oggi in commercio, il raltegravir. L’altra ragione che rende interessante questo farmaco sperimentale è che non richiede booster e si può assumere in co-formulazione, insieme al tenofovir oppure con abacavir e lamivudina.