La migliore difesa è l’attacco, si dice da sempre. In questa primavera caratterizzata dalla febbre di fusioni e acquisizioni nel settore farmaceutico, i rumors di mercato parlano di un possibile interesse per Shire da parte di Allergan e AstraZeneca, che vedono l’azienda britannica come possibile oggetto di una strategia offensiva finalizzata per resistere a chi, a sua volta, le vuole comprare.

Ricapitoliamo un attimo. Allergan è contesa da  Valeant che per acquisirne il controllo  ha fatto un’offerta significativa, pari a 46 miliardi di dollari. AstraZneca, come oramai noto, è invece entrata nel mirino di Pfizer disposta a pagare fino a 100 miliardi di dollari.

Se sono quotate in borsa come in questo caso, le aziende non hanno tanti modi per sfuggire a un takeover. Ovvero, se gli azionisti, il mercato, decidono di vendere, non c’è granchè da fare. Si possono però mettere delle barriere, le poison pill, fatte per rendere la conquista della società più difficoltosa o più onerosa per l’acquirente.

E qui entra in gioco Shire, che secondo alcune voci di borsa potrebbe interessare sia a Allergan sia a AstraZeneca, perché comprandola diventerebbero ancora più grandi e quindi più onerose. Insomma un boccone più difficile da digerire.

Nota per il Botox e per i suoi colliri, Allergan avrebbe intrattenuto nei mesi scorsi delle trattative “infruttuose” con Shire, ma non si sarebbe ancora data per vinta. Adesso a maggior ragione. Unendosi a Shire, Allergan avrebbe un valore di mercato di circa 72 miliardi di dollari e vendite annue per 11 miliardi.

Shire in borsa adesso vale 32 miliardi di dollari, che sommandosi a 100 di AstraZeneca offerti da Pfizer o ai 46 dell’offerta di Valeant per Allergan, farebbero la differenza.

A sottolineare la credibilità dell’interesse per Shire, vi è la sua eccellente perfomance economica e finanziaria. Nel primo trimestre, le vendite sono salite del 18 per cento anno su anno arrivando a $ 1,3 miliardi, mentre l'utile netto ha raggiunto i  230,4 milioni dollari, rispetto ai 64,8 milioni dollari nel periodo di anno fa.

Il Ceo di Shire Flemming Ornskov ha detto che "la nostra strategia focalizzata nell’area della medicina specialistica e delle malattie rare, l'acquisizione di ViroPharma e in particolare l'aggiunta di Cinryze al nostro portafoglio prodotti  e la nostra costante attenzione alla disciplina operativa, hanno contribuito a questa eccellente performance finanziaria." Il manager ha però rifiutato di commentare le voci su un  interesse per l'acquisizione della società, dicendo che non poteva parlare della frenesia per le acquisizioni che attanaglia il settore farmaceutico.

Insomma, Shire nega tutto, ma intanto le sue azioni volano, segno che il mercato a queste voci ci crede.