Shire e Takeda, matrimonio fatto. Affare da €52 mld

Takeda Pharmaceutical ha raggiunto un accordo preliminare per ottenere il controllo di Shire con un esborso complessivo di 52 miliardi di euro. L'accordo è già stato approvato dai board di entrambe le aziende e adesso sarà soggetto alla due diligence, poi dovrà essere approvato dagli azionisti di entrambe le società e quindi dalle autorità regolatorie. Ma il grosso è fatto e l'affare può dirsi concluso.

Takeda Pharmaceutical ha raggiunto un accordo preliminare per ottenere il controllo di Shire con un esborso complessivo di 52 miliardi di euro. L’accordo è già stato approvato dai board di entrambe le aziende e adesso sarà soggetto alla due diligence, poi dovrà essere approvato dagli azionisti di entrambe le società e quindi dalle autorità regolatorie. Ma il grosso è fatto e l’affare può dirsi concluso.

L’agreement è in sostanza una fusione visto che gli azionisti di Takeda avranno circa il 50% della società mentre il resto andrà agli ex azionisti di Shire.

L’accordo rafforza la presenza di Takeda negli Usa, le dà una leadership nelle malattie rare e ne rafforza in modo sostanziale la pipeline. Garantisce cioè un futuro all’azienda nipponica che vanta 237 anni di storia ma che deve fronteggiare un mercato domestico, quello nipponico, in forte calo, e una pipeline modesta con pochi farmaci promettenti.

L'offerta è di complessivi 46 miliardi di sterline (64 miliardi di dollari), pari a 53 miliardi di euro. L'ultima offerta è di 49,1 sterline per azione (27,26 sterline in azioni e 21,75 sterline in contanti), a premio del 60 per cento rispetto al prezzo di chiusura di Shire del 27 marzo, ossia prima che Takeda rivelasse il suo interesse per l'acquisizione.

Il valore di 49 sterline corrisponde a un premio del 59,6% rispetto alla quotazione di Shire del 27 marzo quando fu preannunciato l’interesse di Takeda per la società britannica.

Secondo quanto dichiara Takeda, l'acquisizione consentirà "significative sinergie di costi ricorrenti", con un risparmio di circa 600 milioni di dollari in costi di R&S e un risparmio complessivo di 1,4 miliardi di dollari entro il terzo anno.

Christophe Weber, CEO di Takeda, ha dichiarato: "Il portafoglio di prodotti altamente complementari e la pipeline di Shire, così come i dipendenti esperti, accelereranno la nostra trasformazione per rafforzare Takeda". Weber ha aggiunto: "Insieme, saremo leader nella fornitura di trattamenti mirati in gastroenterologia, neuroscienze, oncologia, malattie rare e terapie derivate dal plasma".

Takeda punta ad internazionalizzarsi sempre più
Già da tempo Takeda è impegnata ad aumentare la sua presenza internazionale. Questa politica era iniziata sotto la gestione di Yasuchika Hasegawa che aveva guidato l’acquisizione di Millennium Pharmaceuticals nel 2008 e della società svizzera Nycomed nel 2011.

Questa linea ha subito una forte accelerazione da quando nel 2013 il francese Christophe Weber ha preso le redini della società. Manager esperto, con 20 anni di attività in GSK dove guidava la divisione dei vaccini,  Weber ha prima concluso l’acquisizione da $5,2 mld di Ariad Pharmaceutical, piccola biotech specializzata in farmaci anticancro e poi della biotech belga TiGenix. Attualmente le vendite in Giappone costituiscono solo il 30% del fatturato totale di Takeda che grazie a Shire diventerà una vera azienda globale.