La britannica Shire, società specializzata nella cura di malattie rare, ha rifiutato un’offerta di acquisizione presentata da AbbVie del valore di $46 miliardi. Lo fa sapere la stessa AbbVie per rispondere ad alcune speculazioni di borsa che erano girate ieri sui mercato finanziari, precisando che ogni negoziazione è cessata.

L’offerta di AbbVie si componeva di una parte in cash e un parte in azioni della società americana. AbbVie, nota in tutto il mondo per essere la società che produce Humira, il farmaco attualmente più venduto al modo, ha una capitalizzazione di borsa di $86 miliardi. Shire, che è più piccola, in borsa vale circa $38 miliardi.

Questa offerta si spiega sia con la necessità di AbbVie di diversificare il proprio business e non lasciarlo troppo Humira dipendente. Sia con il vantaggio di trasferire in Irlanda la imposizione fiscale e renderla più vantaggiosa di quella attuale.

Fondata nel 1986 nel Regno Unito, Shire realizza negli Usa la maggior parte del proprio giro di affari, ma dal 2008 per motivi fiscali  si è domiciliata in Irlanda,  Paese in cui le imprese godono di una imposizione fiscale molto ridotta che in molti casi è del 12,5%.

Il focus di Shire è nei famaci per la cura della malattia da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e nella cura di alcune malattie rare (Gaucher, Fabry e Hunter), in queste ultime si trova in diretta concorrenza con Genzyme.