Parlando agli analisti ai quali stava presentando il piano di sviluppo dell’azienda, l’amministratore delegato della britannica Shire, Flemming Ornskov, ha affermato che una nuova e più sostanziosa offerta di AbbVie, potrebbe essere valutata positivamente. Il manager ha dichiarato che non farà certo da barriera opponendosi all’accordo, anche La dichiarazione è stata rilasciata durante la presentazione dei piano di sviluppo dell’azienda che prevedono il raddoppio del fatturato entro il 2020.

Il manager ha detto anche che l'offerta di AbbVie da 27,3 miliardi di sterline (34 miliardi di euro) non valuta adeguatamente le prospettive del gruppo farmaceutico con base a Dublino.. AbbVie ha messo sul piatto 46,26 sterline per azione Shire, ma secondo gli analisti l’azienda americana potrebbe rilanciare fino a 55 sterline.

Il piano di sviluppo presentati da Ornskov  prevedono che entro il 2020 il fatturato arrivi a toccare i $10 miliardi, senza tener conto di possibili acquisizioni che la stessa Shire potrebbe fare nel frattempo. Da quando il manager è arrivato sul ponte di comando di Shire, circa un anno fa,  sono stati siglati sei accordi di acquisizione.

A tirare la corsa saranno i farmaci per le malattie rare e per i disordini psichiatrici che dovrebbero passare dagli attuali 1,6 miliardi e 1,9 miliardi a toccare i 3 miliardi ciascuno.

La differenza, pari a circa 4 miliardi di dollari, dovrebbe arrivare da farmaci per trattare disordini intestinali e dell’occhio.

Sui farmaci già in uso, a seguito di un recente trial positivo, l’azienda sta cercando di ottenere l’approvazione per Vyvanse nella terapia della bulimia mentre oggi è indicato solamente per l’ADHD.
Vedremo se questi farmaci li lancerà la AbbVie oppure la Shire.