Si dimette Jeremy Levin, numero uno di Teva

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Jeremy Levin ha rassegnato le dimissioni dalla direzione mondiale di Teva Pharmaceuticals. A succedergli temporaneamente nella guida della società sarà l’attuale direttore finanziario Eyal Desheh, ma il Consiglio d’amministrazione  ha già riunito un Comitato per decidere il successore permanente.

Levin, che era stato nominato CEO di Teva lo scorso anno, stava prendendo in considerazione la possibilità di dimettersi già da tempo a causa delle divergenze con il presidente Phillip Frost circa il recente piano di ristrutturazione su scala globale che prevede la perdita di 5mila posti di lavoro. L’indiscrezione arriva dalla testata giornalistica israeliana Channel 2 News, e non ha (ovviamente) ricevuto conferme da Teva.

Frost aveva deciso di proseguire con il piano di ristrutturazione della società e aveva previsto una ulteriore riduzione di 800 posti di lavoro in Israele - dove Teva è nata, ha un ampio numero di dipendenti e dove è la più grande società quotata in borsa- mentre Levin stava cercando una mediazione con i sindacati per gestire in maniera più equilibrata i tagli del personale.

In precedenza Levin aveva lavorato in Bristol-Myers Squibb e Novartis. Levin è un medico e ha praticato la professione presso l’Hammersmith Hospital di Londra. Nato in Sud Africa, Levin ha vissuto in Sud Africa, Zimbabwe, Gran Bretagna, Svizzera, Israele e Stati Uniti. 

Levin è un manager molto stimato per le sue realizzazioni nel settore biofarmaceutico (è frutto del suo lavoro la strategia di Bristol Myers di acquisizione di prodotti biotech), tanto da essere stato nominato nel 2012 dalla rivista specializzata Fierce Biotech una delle 25 persone più influenti nel settore. Non sarà quindi così semplice rimpiazzarlo, sia per l’elevato livello di competenze richiesto al ruolo sia per la difficile convivenza con un presidente così ingombrante come Frost.

Sono almeno due i possibili successori all'interno della società. Desheh, il CFO, è un candidato. L’altro possibile successore potrebbe essere Erez Vigodman, membro del consiglio direttivo di Teva con un background di finanza.

La decisione della ristrutturazione e del piano di contenimento dei costi è arrivata tre mesi dopo che un tribunale americano aveva invalidato un brevetto sul glatiramer acetato, il farmaco per la sclerosi multipla attualmente più venduto al mondo e che da solo genera un quinto del fatturato dell’azienda e, stimano gli analisti, oltre la metà dei profitti. Teva, si è appellata contro tale decisione.

Secondo il presidente Frost, il Consiglio direttivo dell’azienda è fortemente impegnato nell’attuazione della strategia di Teva che prevede di espandersi anche nel settore delle specialità branded attraverso acquisizioni strategiche, joint venture e l’accelerazione del piano di riduzione dei costi. I risultati finanziari del terzo trimestre verranno resi noti il prossimo 31 ottobre.


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