Il gruppo Sigma-Tau ha chiesto la cassa integrazione straordinaria per 569 dipendenti dello stabilimento di Pomezia. In pratica uno su quattro dei 2.400 dipendenti del Gruppo. Lo ha reso l’azienda che lunedì 28 novembre ha avviato le procedure di legge presso la Regione Lazio per la messa a punto di un piano di risanamento.

Le rappresentanze sindacali hanno subito indetto uno sciopero di quattro ore che ha coinvolto centinaia di lavoratori. “La situazione alla Sigma-Tau appare gravissima dopo l’avvio delle procedure di cassa integrazione straordinaria per 569 dipendenti dello stabilimento di Pomezia”. E’ quanto dichiarano Giuseppe Cappucci, segretario generale della CGIL del Comprensorio Pomezia-Castelli-Subiaco-Colleferro, e Gianni Leonetti, della segreteria della Cdlt.

"L'operazione di risanamento - comunicano i vertici aziendali- si è resa necessaria per poter attuare un piano di sviluppo e salvaguardare il futuro di Sigma-Tau recuperando efficienza anche in virtù della forte volontà dell'azienda e degli azionisti di non delocalizzare produzione e ricerca". Sempre in una nota l'azienda comunica di essersi "impegnata fino all'ultimo per resistere alle difficoltà del mercato", ma le sfide economico-finanziari e commerciali "impongono di non poter più rimandare l'avvio di un piano di riorganizzazione", che prevede la richiesta di un periodo di cassa integrazione per 569 dipendenti.

Alla base della crisi, che ha già messo in ginocchio altre multinazionali del settore, l'avvenuta generalizzazione di alcuni farmaci prodotti da Sigma-Tau, la scadenza dei brevetti e soprattutto la riduzione progressiva della spesa sanitaria pubblica.

I dipendenti destinatari del periodo di cassa integrazione verranno concertati con le sigle sindacali e per ora non è dato sapere quali saranno le funzioni aziendali maggiormente interessate dal piano di riorganizzazione.

L’azienda deve anche gestire il difficile passaggio di consegne resosi necessario dopo la recente scomparsa del fondatore, Claudio Cavazza. Fondata nel 1957, nel 2010 Sigma-Tau ha raggiunto un fatturato di 673 milioni di Euro. L’azienda investe il 16% del suo fatturato annuo in attività di ricerca e sviluppo. Le 400 persone del team R&D sono attualmente impegnate su 45 progetti, tra pre-clinica e sviluppo clinico. 35 sono le indicazioni esplorate attraverso trials clinici con 26 molecole diverse, di cui 18 in gran parte (11) nuove e originali, derivate dalla ricerca Sigma-Tau o sulle quali vanta dei diritti esclusivi per i territori di interesse.

Quella del farmaceutico è oramai una crisi di carattere nazionale. Solo negli ultimi tre anni in questo settore si sono persi 11mila addetti. La scadenza dei brevetti, la crisi del settore pubblico e le riduzioni di spesa che le regioni cercano di attuare agendo sui pochi costi variabili, e dunque sui farmaci, la delocalizzazione delle imprese multinazionali stanno infliggendo colpi mortali a un settore che fino a pochi anni fa godeva di una situazione di privilegio. Quella di Sigma Tau è però la prima grande crisi di un’azienda italiana che per lungo tempo si era distinta per come si era saputa sviluppare.