Sindrome di Sly, Ultragenyx ottiene l'approvazione del primo farmaco e un prezioso Priority Review Voucher

Il 15 novembre l'Fda ha approvato il farmaco MEPSEVII (vestronidase alfa-vjbk) della Ultragenyx Pharmaceutical per il trattamento di adulti e bambini con Sindrome di Sly, assegnando inoltre all'azienda un Priority Review Voucher (PRV) per rara malattia pediatrica.

Il 15 novembre l’Fda ha approvato il farmaco MEPSEVII (vestronidase alfa-vjbk) sviluppato da Ultragenyx Pharmaceutical per il trattamento di adulti e bambini con Sindrome di Sly, assegnando inoltre all'azienda un Priority Review Voucher (PRV) per rara malattia pediatrica.

Ultragenyx Pharmaceutical è un’azienda biofarmaceutica focalizzata sullo sviluppo di farmaci per malattie rare e ultra rare e MEPSEVII è il suo primo prodotto commerciale, indicato per il trattamento di una rara condizione metabolica ereditaria chiamata mucopolisaccaridosi di tipo VII (MPS VII), più comunemente nota come sindrome di Sly. Il farmaco consiste in una terapia di sostituzione enzimatica ed è progettato per sostituire l'enzima lisosomiale beta-glucuronidasi in pazienti affetti da MPS VII. MEPSEVII sarà disponibile per i pazienti negli Stati Uniti verso la fine di questo mese.

In Europa, l'Ema sta attualmente esaminando la domanda di autorizzazione all'immissione in commercio (MAA) per la vestronidasi alfa, e un parere del comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) è previsto per la prima metà del 2018.

La sindrome di Sly è un disturbo congenito estremamente raro caratterizzato da un deficit di beta-glucuronidasi, dovuto alla mutazione di un gene presente nel cromosoma 7 che codifica per un enzima preposto al metabolismo dei glicosamminoglicani (GAG), componenti critici di molti tessuti. L'incapacità di scomporre correttamente i GAG porta a un loro progressivo accumulo in molti tessuti e si traduce in un danno multi-sistemico che coinvolge tessuti e agli organi.

Il fenotipo dei pazienti varia dalle forme gravi, con idrope fetale, displasia scheletrica e ritardo mentale, a quelle più lievi, con un minor numero di manifestazioni e lievi anomalie scheletriche.

Tra i segni caratteristici di questa malattia ci sono il cosiddetto facies lunare, ovvero l'abnorme accumulo di grasso sulla faccia, specie a livello degli zigomi, conferendo alla stessa una tipica forma tondeggiante. È sempre presente un ritardo della crescita (la statura di un paziente Sly spesso non supera il 75% di quella di un individuo che rientra nella normalità), che spesso sfocia in nanismo ipofisario nell'adolescenza.

Secondo quanto dichiarato dall’azienda in una recente conference call con gli analisti, Ultragenyx intende ricavare dalle vendite del farmaco circa 375.000 dollari all'anno, in ogni caso meno di 500mila dollari.

Poiché la sindrome colpisce solo 150-200 persone in tutto il mondo, le vendite di questo farmaco saranno sempre limitate. Infatti, prima che Ultragenyx annunciasse la sua strategia di determinazione dei prezzi, gli analisti ipotizzavano circa 200 milioni di dollari di vendite annuali.

Nonostante la piccola popolazione di pazienti, si tratta comunque di un passo avanti importante per la compagnia, in quanto rappresenta la trasformazione da azienda clinica a organizzazione commerciale, permettendole di costruire una piccola forza di vendita prima dell'approvazione di alcuni dei farmaci per altre malattie rare già presenti nella pipeline.

Potenzialmente la vittoria più grande per Ultragenyx è l’aver ricevuto anche un PRV come parte dell'approvazione. Questi voucher, che abbreviano di 4 mesi i tempi di revisione per un farmaco, vengono attribuiti dall’Fda come incentivo per stimolare lo sviluppo di farmaci per malattie rare pediatriche e tropicali.
Ma ciò che li rende così speciali è che possono essere utilizzati anche per altri farmaci e che possono quindi essere acquistati e venduti. La piccola azienda biotecnologica potrebbe così essere in grado di monetizzare il voucher e realizzare anche molto più di quanto le vendite di MEPSEVII potrebbero portare in un anno.

Nel passato altre società hanno pagato ingenti somme per ottenere i PRV e alcune di esse hanno persino depositato questi buoni per utilizzarli quando necessario. Questi voucher possono aiutare le aziende a guadagnare un vantaggio competitivo, permettendo loro di superare i concorrenti in aree ad alta concorrenza.
Di recente, Gilead ha pagato 125 milioni di dollari a Sarepta Therapeutics per il suo PRV. Il caso forse più noto è quello di Regeneron e Sanofi che hanno acquisito un PRV da BioMarin per 67,5 milioni di dollari e che hanno poi utilizzato per avvantaggiare il loro inibitore PCSK9 Praluent (alirocumab) ottenendo l’approvazione Fda prima di Repatha di Amgen (evolocumab).

In un'altra occasione, Sanofi ha pagato 245 milioni di dollari a Retrophin per ottenere un PRV poi impiegato per portare sul mercato il suo farmaco per il diabete Soliqua (insulina galrgina/lixisenitide). E in uno degli acquisti più costosi di un PRV, nel 2015 AbbVie ha pagato 350 milioni di dollari alla United Therapeutics per il suo voucher.

Se però si tiene conto del trend dei prezzi d'acquisto di questi voucher nel tempo, è possibile che i PRV potrebbero in futuro non essere monetizzati a valori così elevati, limitando la crescita di UltraGenyx.