In un documento depositato da Merck & Co. alla SEC, la commissione di borsa americana, si legge che è slittata al 2011 la decisione sulla disputa della effettiva proprietà dei diritti sui biologici Remicade e Simponi.

Le audizioni per l'arbitrato in corso fra la stessa Merck and Co. e Johnson & Johnson  sono oramai concluse, vi sarà ancora un'ultima tornata di discussioni prevista per la fine di dicembre, dopodiché i tre esperti che compongono il team incaricato dell'arbitrato dovranno esprimersi sulla questione. Visti i fatturati miliardari generati dai due farmaci, la cosa ha forti implicazioni economiche ed è facile capire come mai la decisione, inizialmente prevista per la fine di ottobre, stia richiedendo più tempo del previsto.

La storia è nota. Schering-Plough (SP) aveva acquisito da Johnson & Johnson (JnJ) i diritti mondiali per la distribuzione di Remicade e del suo successore (Simponi). Unica eccezione gli Usa e alcuni paesi asiatici dove questi farmaci rimanevano di proprietà di JnJ.

Quando SP è stata acquisita da Merck and Co., JnJ ha argomentato che questo merger faceva scattare una delle clausole previste dall'accordo iniziale fra JnJ e SP.  L'accordo originale prevedeva infatti che qualora SP avesse subito un "cambio di controllo", il contratto avrebbe potuto essere annullato e tutti i diritti su infliximab e golimumab sarebbero tornati a J&J. Di fatto, secondo JnJ, la proprietà di Remicade e Simponi dovrebbe ritornare a JnJ.

In Merck and Co. la pensano diversamente e sostengono che la fusione fra SP e la stessa Merck ad Co. è avvenuta attraverso un reverse merger, cioè l'acquirente è stato SP. Sugli aspetti formali di questo accordo hanno lavorato molto attentamente gli avvocati impegnanti nel mettere a punto il contratto tra Merck & Co e SP, ben sapendo che JnJ avrebbe avuto di che ridire. Di fatto, l'azienda continua a chiamarsi Merck, è guidata in maggioranza da manager che lavoravano in Merck e il quartier generale è lo stesso di prima.

La vicenda ha tre possibili esiti.  La vittoria della tesi di JnJ e la restituzione dei diritti dei due farmaci a JnJ , con un eventuale pagamento di danni subiti da JnJ per il tempo per il quale la proprietà è rimasta a Merck mentre non doveva esserlo. Oppure, potrebbe vincere la testi di Merck e tutto rimarrebbe immutato.
Infine, potrebbe essere scelta la strada del compromesso e Merck potrebbe continuare a vendere i due farmaci ma a condizioni diverse e più onerose.

E' abbastanza probabile che si arrivi a un accordo, anche nel caso di vittoria della tesi di JnJ. Ciò  richiederà a Merck un maggior esborso economico prevedibile in un aumento delle royalties attualmente riconosciute a JnJ.