La società farmaceutica Swedish Orphan Biovitrum, meglio conosciuta come Sobi, con un comunicato ha reso noti di aver concluso le discussioni con un possibile acquirente.  Alla notizia, le azioni  Sobi sono scese del 19%, tornando ai livelli che avevano prima che iniziassero a girare le voci di un possibile takeover.

Nel comunicato diffuso dall’azienda si legge che Sobi "continuerà a concentrarsi sulla preparazione per l'imminente lancio di Elocta e Alprolix e sulla costruzione di valore attraverso il suo portafoglio diversificato e in crescita". Entrambi i farmaci sono approvati per il trattamento di emofilia.

Tra i nomi che erano girati i società interessante a comprarsi Sobi vi era anche quello di Pfizer, che ha già accordi produttivo con la società svedese e che è ben presente e settore dell’emofilia.

La società, che ha sede a Stoccolma, in borsa è attualmente valutata circa 30 miliardi corone svedesi pari a 3,5 miliardi dollari. Quando si era diffusa la voce della possibile acquisizione, le azioni erano salite del 20%, adesso sono tornate alla loro normalità che riflette il reale valore odierno della società e non più l’interesse speculativo di chi sperava nell’acquisizione e nei possibili rilanci dell’acquirente,

Sobi è controllata dalla famiglia Wallenberg (gli Agnelli della Svezia) che attraverso la finanziaria Investor AB possiede circa il 40 per cento delle azioni della società farmaceutica.

Sobi produce farmaci tra cui il trattamento dell'artrite, come Kineret, e Orfadin, per una malattia metabolica rara. Ha una partnership con Pfizer per la produzione di ReFacto, un farmaco anti-emofilia, e sta lavorando con Biogen per lo sviluppo di innovativi trattamenti per l’emofilia A e B caratterizzati da una più lunga durata di azione e quindi dalla necessità di un minor numero di somministrazione, i cosiddetti fattori long acting, molto attesi dai malati, sono già disponibili in Usa e stanno per essere lanciati anche in Europa.