Sovaldi, nel II trimestre vendite record a $3,5 mld

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Si è chiuso un trimestre record per Gilead il cui fatturato è schizzato a $6,5 miliardi. I risultati sono stati trainati da Sovaldi (sofosbuvir), che da solo ha raggiunto vendite per $3,5 miliardi, battendo anche  le previsioni degli analisti finanziari che ne prevedevano “solo” $2,9 miliardi. Nei primi sei mesi del 2014 il farmaco ha già registrato vendite per $5,8 miliardi.

Ad oggi sono già 70mila i pazienti americani che stanno asumendo il farmaco, cui se ne aggiungono 10mila in Europa. Di essi, 9mila che hanno già completato il ciclo di cura, possono definirsi definitivamente curati dalla malattia.

Il futuro di sofosbuvir potrebbe essere ancora più brillante quando sarà approvata l’associazione precostituita del farmaco con ledipasvir che nei pazienti con infezione da genotipo 1 del virus consentirà  una cura interferon free, oggi limitata ai più rari genotipi 2 e 3. L’azienda prevede che l’Fda possa approvarla entro la fine dell’anno, in quanto il comitato di esperti incaricato di esaminare il farmaco si dovrà esprimere il 10 di ottobre.

Il prezzo elevato che tanto sta facendo discutere ha proiettato il prodotto in testa alla classifica dei farmaci più venduti facendo facilmente prevedere che spodesterà Humira dal primo posto del podio.

L’alto costo della terapia con Sovaldi (in Usa $80mila per 12 settimane di cura) sta scatenando polemiche e dibattiti in tutto il mondo. Il mese scorso lo US Senate Finance Committee ha chiesto all’azienda di conoscere come è stato determinate il prezzo del farmaco. Anche in Europa i vari payors stanno prendendo posizione in merito e pochi giorni fa anche Aifa, per opera del suo direttore generale, il prof Pani, si è espresso su questo tema.

L’azienda ribatte che l’efficacia del farmaco, mai ottenuta con le terapie precedenti, è in grado di assicurare altissimi tassi di cura e di evitare ai pazienti una prognosi infausta o comunque altamente penalizzante sulla qualità di vita, facendo altresì risparmiare agli Stati i costi dei trapianti di fegato o della cura dell’epatocarcinoma che sono le drammatiche conseguenze dell’infezione cronica da epatite C.

Inoltre, Gilead ha raggiunto accordi con diversi Paesi in via di sviluppo, come ad esempio l’Egitto, dove l’infezione da epatite C è presente in circa il 20% della popolazione, per concedere Sovaldi a un costo “politico” e molto ridotto, inferiore ai 1000 dollari per terapia.

Anche il resto del listino di Gilead ha performato bene. Il nuovo farmaco tre in uno per Hiv, denominato Eviplera, nel trimestre ha raggiunto vendite per $299 milioni, in crescita del 59% sullo stesso periodo dello scorso anno. Anche Stribild,  il nuovo farmaco quattro in uno per la terapia dell’Hiv, sta andando bene, con vendite trimestrali di $270 milioni.

Per l’intero anno, Gilead prevede vendite di 21-23 miliardi di dollari, una cifra astronomica che la pone di fatto nella top ten delle big pharma. Un risultato straordinario, se pensiamo che Gilead è nata nel 1987, cioè meno di trenta anni fa.