Nel 2013, la spesa farmaceutica negli Stati Uniti è aumentata del 3,2% raggiungendo i 329,2 miliardi di dollari, dopo il calo dell’1% osservato nel 2012.

Una buona notizia per le aziende farmaceutiche, un po’ meno per budget sanitari, anche se, secondo l’IMS Institute for Healthcare Informatics che ha presentato i risultati dell'analisi annuale del mercato farmaceutico Usa, la crescita della spesa per i farmaci rimane a livelli storicamente bassi, nonostante il piccolo aumento registrato lo scorso anno.

Il report dell’IMS attribuisce la crescita della spesa farmaceutica Usa al numero ridotto di farmaci che hanno perso la copertura brevettuale, all’aumento dei prezzi dei medicinali ‘griffati’, all’aumento della spesa per i farmaci innovativi e a un maggior ricorso al sistema sanitario da parte dei pazienti. Nel 2013, la scadenza dei brevetti ha significato per le aziende una perdita pari a 19 miliardi di dollari per i farmaci non più coperti dall’esclusiva, rispetto ai 29 miliardi di dollari registrati nel 2012.

Inoltre, la spesa per i medicinali ‘griffati’ è aumentata di 4 miliardi di dollari rispetto agli anni precedenti. I farmaci più venduti sono rimasti le tradizionali piccole molecole disponibili in compresse distribuite in farmacia, anche se la crescita maggiore è stata osservata per i farmaci biologici e di specialità. Allo stesso tempo, lo scorso anno, in Usa sono state lanciate 36 nuove molecole (il numero più elevato negli ultimi 10 anni) focalizzate soprattutto in aree terapeutiche quali oncologia, epatite C, Hiv, diabete e sclerosi multipla, e un ‘record’ di 17 farmaci orfani.

L’aumento dei farmaci innovativi, oltre ad apportare benefici ai pazienti, ha portato a un minor numero di visite, a meno ricoveri e a un ridotto utilizzo a lungo termine delle strutture di assistenza. Il report ha mostrato che, sebbene sia aumentato l’utilizzo dei farmaci generici (l’86% del totale nel 2013 rispetto all’84% nel 2012), il 30% della spesa "out of pocket" ha rappresentato il 2,3% delle prescrizioni, spesso associate a terapie specialistiche. I costi per i pazienti con un’assicurazione sanitaria sono aumentati nonostante i piani assicurativi ad alta deducibilità. Il 23% delle prescrizioni riguarda farmaci non rimborsabili e l’aumento rispetto agli anni precedenti è dovuto soprattutto a terapie preventive, inclusi i contraccettivi orali.

Lo scorso anno, il ricorso al sistema sanitario da parte degli americani è aumentato ed è stata osservata una crescita nel numero di visite ambulatoriali specialistiche, dopo diversi anni di auto-razionamento. Il report ha mostrato una riduzione del numero di visite dei medici di famiglia pari allo 0,7% e un aumento del numero di visite specialistiche pari al 4,9%, incluso un aumento del 9,5% per gli anziani. Il numero di visite ospedaliere è aumentato soprattutto nei pazienti con un’assicurazione sanitaria e che hanno ricevuto trattamenti ambulatoriali.

Comunicato IMS