Nel corso del meeting annuale con gli investitori finanziari, la tedesca Stada ha fatto sapere che il piano di riorganizzazione aziendale sta procedendo velocemente, addirittura in anticipo rispetto ai tempi previsti, e che l’azienda sta valutando l’opportunità di accelerare la propria crescita grazie ad acquisizioni esterne.

Annunciato nel giugno del 2010 dal management di Stada, il piano di ristrutturazione prevedeva entro il 2013 l’eliminazione di 800 posti di lavoro. Questo obiettivo potrebbe essere già raggiunto nei prossimi mesi qualora l’azienda riuscisse a dismettere due impianti produttivi situati nella ex Unione Sovietica.
Per il 2014 l’azienda tedesca prevede un fatturato di 2,15 miliardi di euro con un utile netto di circa il 10%

Per la crescita Stada punterebbe sui mercati emergenti, ancora fonte di numerose opportunità anche se contesta il paradigma più grandi è meglio perché ritiene di già possedere le giuste economie di scala. Lo scorso settembre le voci di mercato davano Stada interessata ai farmaci OTC che Glaxo ha poi dismesso.

Il mercato dei generici sta andando incontro a una progressiva concentrazione e, nonostante le dichiarazioni pubbliche, Stada rischia di rimanere indietro a fronte dei passi avanti dei principali concorrenti che negli ultimi due tre anni hanno operato attivamente. E’ recentissima la notizia dell’acquisizione di Actavis da parte dell’americana Watson che ha formato un colosso da 7,1 miliardi di fatturato, posizionandosi dietro Sandoz e Teva, il leader indiscusso. Poche settimane fa Novartis  ha acquisito l’americana Fougera  specializzata in prodotti dermatologici generici. Attualmente vi sono 17 società con un fatturato al di sopra del miliardo di dollari. Per Stada, fondata nel 1895 e presente sul mercato dei generici dal 1975, la competizione rischia di farsi serrata.