Potrebbe valere fino a 1 miliardo di dollari l'accordo appena siglato fra Takeda e Amylin per la cessione dei diritti mondiali su alcuni farmaci antiobesità attualmente in studio che verranno sviluppati congiuntamente dalle due società.
Takeda pagherà ad Amylin, società che ha messo punto i farmaci oggetto dell'accordo, 75 milioni in cash e fino a un massimo di 1 miliardo di dollari qualora tutte le milestones dell'accordo fossero rispettate. Sono previste anche royalties sulle vendite.

L'accordo riguarda principalmente alcuni farmaci attualmente in fase II e precisamente l'associazione di pramlintidee e metreleptin e davalintide, entrambi in studio per la cura dell'obesità.


Pramlintide e davalintide sono analoghi dell'ormone amilina con effetti ipoglicemizzanti. Nel diabete di tipo 1, l'aumento di peso e l'elevato rischio di ipoglicemia connessi con la terapia insulinica intensiva, rendono difficoltoso il raggiungimento di valori di emoglobina glicata (HbA1c) accettabili (< 7%).
Dall'analisi di tre studi clinici si è verificato l'effetto di pramlintide in aggiunta alla terapia insulinica, in pazienti con valori di HbA1c compresi fra 7.0% e 8.5%. Tale trattamento ha comportato significative riduzioni di HbA1c e del peso corporeo durante le 26 settimane di osservazione, senza un aumentare il rischio complessivo di ipoglicemia grave.


Entrambe le società hanno una buona expertise in ambito diabetologico. Amylin è la società che ha sviluppato exenatide (Byetta) mentre Takeda ha in commercio Actos (pioglitazone) uno dei farmaci antidiabetici più venduti al mondo. Inoltre, Takeda sta sviluppando alogliptin, un inibitore dell'enzima DDP-4.
e ha anche in sviluppo avanzato l'antiobesità cetilistat, farmaco della stessa classe di orlistat.