Takeda punta a Shire? Per ora conferma interesse

L'azienda farmaceutica giapponese Takeda Pharmaceutical ha confermato che sta "valutando la possibilità di fare approccio economico" finalizzato all'acquisizione di Shire.

L'azienda farmaceutica giapponese Takeda Pharmaceutical ha confermato che sta "valutando la possibilità di fare approccio economico" finalizzato all’acquisizione di Shire.

A seguito dell'annuncio di Takeda dell'interesse per l’azienda irlandese leader mondiale nelle malattie rare il valore delle azioni di Shire è salito del 24%, arrivando a 3.841,50 penny. La capitalizzazione di borsa di Shire è così arrivata a 34,77 miliardi di sterline, in aumento rispetto ai 27,96 miliardi del giorno precedente.

"Takeda conferma che sta valutando la possibilità di adottare un approccio nei confronti di Shire in merito a una possibile offerta per la società", ha affermato in una dichiarazione. "L'esame di Takeda di tale offerta è in una fase preliminare ed esplorativa e non è stato adottato alcun approccio nei confronti del consiglio di amministrazione di Shire. Non vi può essere alcuna certezza che un approccio, se adottato, porti a una transazione".

Takeda ha sottolineato di "prendere continuamente in considerazione" opzioni per accelerare la sua crescita. In particolare, è focalizzata sulla crescita dei suoi business gastroenterologico, oncologico, neuroscienze e vaccini.

L'accordo con Shire - qualora dovesse emergere - ne "rafforzerebbe" le aree terapeutiche centrali.

Dopo essersi sempre basata unicamente sulla propria crescita interna, da qualche tempo il gigante farmaceutico giapponese ha cambiato strategia. Circa un anno fa, con un esborso di $4,7 miliardi Takeda ha acquisito la biotech statunitense Ariad Pharmaceutical Ma anche di recente ha fatto sapere di avere ulteriori mire di espansione.

Shire darebbe a Takeda un portafoglio più ampio negli Stati Uniti e l'opportunità di entrare nel mercato dell'emofilia, in linea con l'obiettivo dichiarato da Christophe Weber, il nuovo ad di Takeda, di espandersi con farmaci destinati a piccoli gruppi di pazienti.

In pochi anni, Shire è diventata la prima azienda al mondo nel settore delle malattie rare. Sia con la crescita interna sia con acquisizioni di altre società. La recente acquisizione di Baxalta non ha però dato i frutti sperati e il valore delle azioni ne ha sofferto.

Pochi mesi fa Shire ha deciso di dividere in due il proprio business, alla luce della possibile cessione di una delle due realtà. Da una parte le neuroscienze e dall’altra le malattie rare, emofilia compresa. Va precisato che le neuroscienze in Italia sono quasi inesistenti visto che i farmaci più importanti di questa divisione sono quelli per l’ADHD che nel nostro Paese non sono utilizzati, tranne casi sporadici.

Nel 2017, il fatturato globale di Shire è stato pari a $15,2 mld, di cui circa 11 derivanti dalla divisione malattie rare (che comprende anche l’ematologia) e circa 4 dalle neuroscienze. L’azienda impiega circa 23mila dipendenti.

Al 31 dicembre, Takeda disponeva di 440,3 miliardi di yen (4,2 miliardi di dollari) di liquidità, equivalenti di liquidità e investimenti a breve termine. L’acquisizione dovrebbe avvalersi del supporto di banche finanziatrici.