Terapia genica antitumorale, Bluebird scommette sulla tecnologia TCR-T di Medigene

Bluebird bio e la biotech tedesca Medigene hanno annunciato l'ampliamento della partnership gią avviata nel 2016, in modo da includere nella collaborazione ulteriori progetti di sviluppo di immunoterapie basate sulla piattaforma tecnologica TCR-T (T cell receptors) di Medigene. Questa tecnologia affiancherą quella di Bluebird basata sulle CAR-T per rafforzarne la pipeline di in oncologia.

Bluebird bio e la biotech tedesca Medigene hanno annunciato l’ampliamento della partnership già avviata nel 2016, in modo da includere nella collaborazione ulteriori progetti di sviluppo di immunoterapie basate sulla piattaforma tecnologica TCR-T (T cell receptors) di Medigene. Questa tecnologia affiancherà quella di Bluebird basata sulle CAR-T per rafforzarne la pipeline di in oncologia.

In entrambe le terapie, CAR-T e TCR, le cellule immunitarie del paziente vengono riprogrammate geneticamente ex vivo per rilevare e attaccare meglio le cellule tumorali. La terapia basata su TCR, tuttavia, può essere diretta contro obiettivi posti all'interno e all'esterno delle cellule piuttosto che solo contro antigeni presentati sulla superficie cellulare.

L'accordo del 2016, prevedeva che Medigene ricevesse fino a $1 mld legati ai progressi su quattro progetti TCR. Con l'aggiunta di altri due progetti alla partnership, Bluebird pagherà Medigene $8 mln in anticipo, come commissione una tantum, e aumenterà il valore potenziale dell'intera operazione fino a 1,5 miliardi di dollari, mettendo quindi a disposizione altri $ 500 mln in pagamenti potenziali legati al raggiungimento di traguardi di sviluppo e commerciali.

Nell'ambito del nuovo accordo, Medigene sarà responsabile della scoperta di candidati TCR per sei antigeni tumorali selezionati da Bluebird, che si occuperà poi dello sviluppo pre-clinico.

Una nuova ondata di terapie geniche
Mentre Novartis e Gilead hanno aperto la strada allo sviluppo di terapie CAR-T, Bluebird è una delle numerose aziende che mirano a essere protagoniste in una seconda ondata di terapie cellulari.

La compagnia biotech, che sta sviluppando terapie geniche per la beta-talassemia e l'anemia falciforme, ha compiuto i maggiori progressi su un candidato CAR-T progettato per il trattamento del mieloma multiplo. I risultati positivi di uno studio clinico di Fase I hanno portato lo scorso anno il suo partner di sviluppo, Celgene, a spingere il trattamento sperimentale bb2121 in un trial pilota di Fase II. Se tutto procede secondo quanto previsto, le due società intendono co-commercializzare il trattamento negli Stati Uniti.

Quella terapia, insieme a un altro candidato sempre implicato nello sviluppo del mieloma multiplo, rappresentano i potenziali farmaci di punta della pipeline clinica di Bluebird in oncologia. La revisione dell'accordo con Medigene, tuttavia, testimonia l'interesse di Bluebird nell’identificare ulteriori candidati antitumorali da portare in fase clinica.
«Mentre continuiamo a costruire la nostra leadership in immuno-oncologia, apprezziamo la piattaforma tecnologica TCR di Medigene che ci consente di affrontare antigeni tumorali intracellulari non indirizzabili dalle CAR-T», ha affermato Philip Gregory, responsabile scientifico di Bluebird.

Se CAR-T rimane l'area più avanzata nella terapia genica antitumorale, sta crescendo l’interesse per gli approcci basati sul TCR. La farmaceutica britannica GlaxoSmithKline, così come le biotech come Juno Therapeutics, Adaptimmune e altri, hanno candidati in sviluppo.

La piattaforma TCR-T di Medigene
Le terapie TCR di Medigene mirano ad armare le cellule T del paziente con i recettori delle cellule T specifici per il tumore. Le cellule T modificate sono quindi in grado di rilevare e uccidere efficacemente le cellule cancerose.

Questo approccio immunoterapico mira a superare la tolleranza del paziente alle cellule tumorali e l'immunosoppressione indotta dal tumore stesso, attivando le cellule T del paziente all'esterno del corpo (ex-vivo), modificandole geneticamente con recettori specifici e infine moltiplicandole. In questo modo, un numero elevato di cellule T specifiche per combattere il tumore vengono messe a disposizione dei pazienti entro un breve periodo di tempo.